Barore Tucone

È il paese di Buddusò, nel 1885, a dare i natali a questo grande campione della poesia improvvisata. Da ragazzo è costretto a emigrare in Francia per guadagnarsi il pane. La patria italiana che non era stata in grado di sfamarlo lo chiama però nel 1915 a combattere per la Prima Guerra Mondiale. Alla fine del conflitto torna nell'isola e comincia a girare per le piazze per cantare e creare "otadas" per le feste comandate. Diviene in poco tempo uno degli artisti più richiesti e conosciuti. Restano memorabili nei ricordi di pastori e contadini di mezza Sardegna, suoi duelli con gli altri cantadores più affermati: Remundu Piras, primo fra tutti, ma anche Barore Sassu e Peppe Sozu. Secondo Paolo Pillonca, l'ultima gara della sua vita si svolge nel 1968 nel paese di Narbolia, proprio in compagnia di Remundu Piras. La morte, invece, arriva il 24 marzo dell'anno successivo. Era uomo di grande personalità e di carattere forte. Temuto addirittura da alcuni suoi avversari per le potenti doti poetiche di improvvisazione che lo mettevano spesso in contrasto duro con gli occasionali contendenti. Era particolarmente esigente nell'argomentazione e nella scelta delle rime. Utilizzava per le sue ottave una scansione fissa delle rime, senza incroci. Rifiutava le rime troppo facili, con gli infiniti presenti e i participi passati dei verbi. Cercava invece la rima più improbabile, sonante e ad effetto. Amava stupire le folle che si assiepavano per assistere alle sue gare. Di Barore Tuccone restano alcune gare registrate negli ultimi anni della sua vita.




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