Dorgali, Museo S'abba frisca: particolare dell'interno

Dorgali, Parco-museo "S'Abba Frisca"

Tipologia: Ecomuseo

Informazioni
Indirizzo: SS 125 - 08022 Dorgali - località Vallata di Littu
Cell. +39 333 7655405 - +39 338 2380089 - +39 339 1464112 - +39 335 6569072
Ente titolare: proprietà privata
Ente gestore: Società Coop. Parco Museo S'Abba Frisca s.n.c
Orari:
Aprile-Maggio, Ottobre
LU-DO 11:00-12:00 e 15:00-16:00
Giugno
LU-DO 10:00-18:00
Luglio-Agosto
LU-DO 09:00-19:00
Nei mesi di aprile, maggio e ottobre, la struttura fornisce il solo servizio di visite guidate, e gli orari indicati sono quelli di inizio delle visite. Nel periodo invernale, mesi da novembre a marzo, la struttura apre esclusivamente su prenotazione, telefonica o via e-mail, e per gruppi di minimo quattro persone, con prezzi e orari da definirsi anticipatamente.
Biglietto:
Intero - euro 8,50 - adulti
Ridotto - euro 5,00 - minori
E-mail: sabbafrisca@gmail.com
Sito web: www.sabbafrisca.com
Facebook: www.facebook.com/sabbafrisca

Il museo
Il museo, di proprietà privata, è situato all'interno di un parco ricco di acque alimentate dalla sorgente "S'Abba frisca" (l'acqua fresca).
Il tema principale del parco-museo è sintetizzato in due itinerari: naturalistico ed etnografico.
Il percorso ha inizio con la presentazione delle specie vegetali: lisca a foglie strette, ginepri coccolone, ginepri fenici, carrubi, lauri, viburni, tamerici, lillà, lecci, piante officinali, timo, menta piperita, origano, ortaggi, giuggiolo.
Seguono i luoghi di lavoro, le attrezzature e le dimore agro-pastorali tradizionali: il cuìle, tipica capanna del capraio realizzata in blocchi di basalto e copertura conica di ginepro, con interno dotato di focolare e arredi per la lavorazione del latte; il cortile del contadino, con la mola asinaria, il carro a buoi, l'aratro ed altri attrezzi; il magazzino delle scorte, con i silos in sughero per la conservazione dei cereali, le misure e varie bardature per animali da soma, funi e marchi; l'angolo del fabbro, con un mantice ottocentesco, la fucina, varie attrezzature e la macchina per ferrare i buoi.
Si passa poi alla vetrina dei fossili e alle piante: quelle antiche (Taxus baccata, terebinto, agrifoglio) e quelle tintorie (noce, leccio, fillirea, alterno, erica, rovo, dafne gnidio), l'olivastro plurisecolare, i gelsi che attestano la tradizione dell'allevamento del baco da seta a Dorgali, il pino domestico, le tuie e gli olmi.
Si giunge lungo il tragitto, al lavatoio di pietra, con pompa in ghisa, attrezzi per la preparazione della lisciva e recipienti per il bucato.
L'ambiente accanto ospita varie sezioni: la ricostruzione di due camere da letto ottocentesche con soffitto in travi e tavole di quercia, complete di arredi e biancheria d'epoca; gli attrezzi per la lavorazione della lana, con due antichi telai, tessuti, indumenti quotidiani e costumi festivi; un calesse dell'Ottocento, una collezione di ruote, strumenti musicali, gli attrezzi per la lavorazione del vino e dell'olio e l'angolo delle medicine tratte dalle piante officinali.
L'ultimo ambiente è "sa coghina 'e coghere", con il forno e le attrezzature per la produzione del pane carasau. Segue un percorso di palme nane, mirti, corbezzoli, cisti, lentischi, olivastri e sorbi alternati a mangiatoie di pietra tradizionali. Oleandri di vari colori e cipressi arizonici chiudono l'itinerario.

Perché è importante visitarlo
I due itinerari si intrecciano a voler significare l'equilibrio esistente tra uomo e natura: uso di piante officinali, frutti, cortecce e quant'altro la saggezza popolare abbia ritenuto utili alla sopravvivenza.

Servizi
Laboratori didattico-educativi, visite guidate.
Per usufruire dei laboratori didattico-educativi è necessaria la prenotazione, le dimostrazioni di Arti e Mestieri, sono rivolte a comitive e scolaresche e prevedono, durante la visita guidata all'interno del parco museo, l'incontro con gli artigiani che rinnovano il rito degli antichi saperi; gli spazi della vecchia azienda tornano alla vita: la molitura del grano con la mola asinaria; la lavorazione del pane carasau; la produzione del formaggio; la ferratura del cavallo, la filatura e tessitura, trasmettono al visitatore conoscenze millenarie: suoni, profumi e sapori della civiltà barbaricina. Le visite guidate hanno una durata di 50 minuti circa.