Cristo Risorto e Santi Domenicani

Cagliari, Museo dell'Arciconfraternita dei Genovesi

Informazioni utili
Indirizzo: via Gemelli, 2 - 09129 Cagliari
Tel. 070 497855
Ente titolare: Arciconfraternita dei Genovesi
Orari: 17.00 - 20.00 (lunedì, mercoledì, venerdì), scolaresche e gruppi organizzati per appuntamento
Biglietto: offerta libera
sito internet: web.tiscali.it/arcicogenovesica
e-mail: arciconf@tiscalinet.it

Il museo
Il museo è situato nei locali dell'Arciconfraternita, attigui alla moderna chiesa dei Santi Giorgio e Caterina, costruita nel dopoguerra alle pendici del Monte Urpinu.
Il tema principale è rappresentato da materiali e arredi provenienti dalla chiesa omonima di via Manno, nel centro storico della città, andata distrutta sotto i bombardamenti alleati il 13 maggio 1943.
Nel museo sono esposti quadri, statue, argenti e paramenti del corredo liturgico della vecchia chiesa, e documenti dell'Archivio dell'Arciconfraternita.
I materiali dell'esposizione furono acquisiti dal sodalizio nel corso dei secoli attraverso i mercati d'arte liguri. Risalgono in gran parte al Seicento, il "secolo d'oro" dell'Arciconfraternita, durante il quale fu costruita l'antica chiesa, e sono testimonianza della vitalità della comunità genovese, presente in città già dall' XI secolo, che intratteneva frequenti scambi, economici e culturali, con tutta la penisola italiana.
L'esposizione si articola in diverse sale fra il piano terra e il primo piano, senza seguire un preciso ordine cronologico, né stilistico. I pittori, gli scultori e gli argentieri cui i confratelli commissionarono la realizzazione degli arredi erano originari di diverse zone d'Italia: Napoli, Roma, Cagliari, Torino, anche se è il contributo maggiore è genovese.
Tra le sculture emerge per l'alto valore artistico il gruppo della cassa processionale del martirio di Santa Caterina, realizzato da Giuseppe Anfosso nel 1792 (un bellissimo crocifisso professionale settecentesco si può ammirare all'interno dell'attigua chiesa). Sono presenti dipinti, tra i quali eccelle "Cristo e Maria offrono il rosario a santi Domenicani", del 1620-30. Numerosissimi sono i pezzi di argenteria sacra. Vi primeggiano una bellissima croce processionale seicentesca con marchio della corporazione degli orefici e argentieri di Genova ed un ostensorio settecentesco di area torinese, raggiato e decorato con pietre preziose.
Molto ricca e raffinata è la sezione dei tessuti, databili tra il Seicento e la prima metà del Novecento. Essa comprende pianete, stole, dalmatiche, piviali, camici, rocchetti, cotte, veli da calice, realizzati nei più svariati tessuti e colori.
Al piano superiore sono conservati testi, atti e documenti d'archivio del sodalizio, dalla fine del Cinquecento (la bolla pontificia di erezione del sodalizio ad arciconfraternita è del 1591) ad oggi.

Perché è importante vistarlo
Pezzo particolare dell'esposizione è rappresentato dal bel volumetto in pergamena dove sono registrate le Costituzioni che i genovesi si diedero nel 1596, in assoluto i primi statuti di un'arciconfraternita sarda e gli unici nell'isola scritti in italiano.