InformazioniIndirizzo: Cantieri di Levante SP 66 Km 5 – Guspini-Montevecchio
tel. info point 070 973173 –
cell. 389 164 3692
Ente titolare: Comune di Guspini
Gestione: Comune di Guspini
Orari: estivo (dal 1 maggio al 30 settembre) tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 (partenza visite alle 11.00) e dalle 16 alle 20.00 (partenza visite alle 17.00 e alle 19.00) alternando le visite al Palazzo della Direzione con quelle delle strutture minerarie di superficie;
invernale (dal 1 ottobre al 30 aprile) dal martedì al venerdì aperto su prenotazione per gruppi di minimo 10 persone. Sabato e domenica dalle 10 alle 13 (partenza visite alle 11.00) e dalle 15 alle 18.00 (partenza visite alle 16.00) alternando le visite al palazzo della direzione con quelle delle strutture minerarie di superficie.
Biglietto: solo Direzione: intero € 6, ridotto € 4 (bambini 6-10 anni, gruppi min. 20 persone, over 65), esenti (bambini fino a 6 anni, disabili); due percorsi:intero € 9, ridotto € 6 (bambini 6-10 anni, gruppi min. 20 persone, over 65), ridotto scuole Guspini € 2, esenti (bambini fino a 6 anni, disabili); tre percorsi: intero € 14, ridotto € 9 (bambini 6-10 anni, gruppi min. 20 persone, over 65), ridotto scuole Guspini € 2, esenti (bambini fino a 6 anni, disabili).
sito web:
www.minieramontevecchio.ite-mail:
info@minieramontevecchio.itIl museoLa miniera di Piccalinna, scoperta nel 1874, si estende per circa 370 ettari. Data inizialmente in concessione alla società italo-francese Nouvelle Arboree, fu, nel 1897, ritenendosi ormai esaurito il filone minerario, ceduta alla Società Montevecchio già concessionaria delle aree Sant'Antonio a Levante, Sanna, Telle e Casargiu a Ponente. Un’attenta politica di riassetto generale del cantiere consentì invece la ripresa a pieno regime delle attività estrattive sino al 1981, quando un guasto alle pompe per l'eduzione delle acque dal sottosuolo, troppo costoso da riparare, ne segnò la fine.
Nel piazzale di Piccalinna una serie di edifici, tutti con muratura in pietra faccia a vista, decori in laterizi e una certa ricercatezza architettonica, costituiscono quello che in passato era il nucleo operativo di questo cantiere minerario. Altri edifici semidistrutti si scorgono tra la vegetazione. Si tratta delle abitazioni per gli operai scapoli, un complesso di sette edifici realizzati intorno agli anni quaranta del Novecento, e delle due strutture che per prime vennero realizzate nel cantiere verso la fine dell'Ottocento contemporaneamente all'intestazione del pozzo San Giovanni.
Dalla parte opposta, arroccato sulla collina con vista sul cantiere, si nota un grazioso edificio intonacato realizzato agli inizi del Novecento. Ingentilito da marcapiani, lesene e cornici di porte e finestre in pietra a vista, fungeva in passato da alloggio per i caposquadra.
Il pozzo San Giovanni e la lampisteria, la sala argano e la sala compressori (realizzati in pietra basaltica a vista e vari elementi in laterizio verso la fine dell'Ottocento), la cabina elettrica, la laveria Piccalinna, gli uffici e la forgia sono gli elementi essenziali del complesso minerario.
All'interno della sala argano (del tipo a bobine con funi piatte) si trova ancora l'imponente macchina d'estrazione, inizialmente a vapore ed elettrificata intorno agli anni Trenta, posizionata in asse rispetto al pozzo, che serviva alla movimentazione delle gabbie. La sala compressori ospitava le macchine per la produzione dell'aria compressa introdotta in miniera per l'eduzione delle acque dal sottosuolo e, in seguito, sfruttata anche per alimentare la laveria e per azionare le perforatrici e le altre macchine utilizzate nel sottosuolo o in superficie.
Perché è importante visitarloLa presenza dei macchinari originali consente al visitatore di apprezzare le conquiste tecnologiche del tempo: l’imponente macchina di estrazione, con i suoi 120 cavalli vapore, che permettevano l’estrazione di 20 metri cubi di materiale all'ora, rappresenta un esempio unico al mondo per l'archeologia mineraria; il suo stato di conservazione ne consentirebbe ancora oggi il funzionamento.
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