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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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La Maddalena-Caprera, Museo del Compendio Garibaldino

Giuseppe Garibaldi Giuseppe Garibaldi
Informazioni
Indirizzo: Isola di Caprera
tel. 0789 727162 - 0789 726015 - 079 239832
Ente titolare: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Gestione: Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Sardegna
Orari: 9.00 - 13.30 / 13.30 - 20.00 (partenza ultimo giro h. 19.15). Lunedì chiuso.
Biglietto: intero € 5,00; ridotto € 2,50. Esenzione per giovani sino ai 18 anni e adulti oltre i 65 anni.
sito internet: www.compendiogaribaldino.it
e-mail: ambientess@arti.beniculturali.it

Il Museo
Il museo Garibaldino è composto dall'insieme degli edifici e dei cimeli appartenuti all'eroe. Al suo interno possiamo ammirare le armi, i vessilli, la carrozzella del generale e l'arredamento originale. Molto interessanti alcuni dipinti e la stanza in cui è morto Garibaldi arredata con il letto rivolto verso la Corsica e l'orologio di fabbricazione inglese fermo all'ora del decesso, le 18.20.
Giuseppe Garibaldi approdò a Caprera per la prima volta il 25 settembre del 1849, in seguito al suo arresto si era deciso di mandarlo in esilio a Tunisi.
Il Bey non era propenso ad accoglierlo e quindi alla nave incaricata di trasportarlo, venne ordinato di trasportarlo sull'isola di La Maddalena. La nave era comandata dal maddalenino Francesco Millelire.
Sulla nave, ad assistere il generale, vi era il suo compagno fedele Giovanni Battista Culiolo chiamato "Leggero", anch'egli maddalenino, che lo aveva seguito in tutti i suoi viaggi e lo aveva confortato dopo la morte della sua amata Anita.
I maddalenini accorsero numerosi all'arrivo di Garibaldi, tutti quanti volevano conoscere Leggero, personaggio divenuto famoso per le sue gesta. Il generale era circondato da altri maddalenini come Giacomo Fiorentino e Antonio Susini che lo servirono fedelmente.
Dedicò il primo giorno alla conoscenza delle famiglie dei suoi fidi e i successivi alla conoscenza di una famiglia in particolare, quella dei Susini, alla quale restò particolarmente legato. In quei giorni Garibaldi durante una battuta di pesca salvò la vita a un bambino e tre uomini che si erano rovesciati con la barca; per ricordare tale evento venne esposta una targa sulla facciata della casetta di Barabò, ancora oggi visibile.
Durante il mese di soggiorno ebbe modo di conoscere ed apprezzare gli abitanti di La Maddalena, gente a cui presto si sarebbe unito. Prima di lasciare l'isola ed approdare in esilio a Tangeri scrisse al sindaco Nicolò Susini una lettera di ringraziamento e gratitudine all'intera popolazione.
Innamorato della Sardegna decise di acquistarvi un terreno: la scelta cadde sull'isola di Caprera. Acquistò una vecchia casa da un pastore e con l'aiuto del figlio la ristrutturò. Si recò poi a Londra per acquistare una barca e convincere la sua fidanzata Emma a seguirlo a Caprera; non riuscì nell'intento e in ricordo del mancato fidanzamento battezzò la sua barca col nome Emma.
Inizialmente si dedicò al commercio tra Nizza e Genova. Nel 1857 la sua Emma, carica di calce, ferro e legname, naufragò vicino a Caprera; decise allora di abbandonare definitivamente il mare per dedicarsi all'agricoltura. Costituì così una comunità di pastori e amici e la sua casa venne ingrandita. Garibaldi divenne presto il signore di Caprera, numerosi emissari e persone influenti si recavano nell'isola per visite di cortesia e consigli.
Senza nessun riconoscimento e nessuna ricompensa, dopo aver dedicato la vita alla patria, visse gli ultimi anni in assoluta povertà, circondato dall'affetto della sua compagna Francesca Armosino, fino al 1882, anno in cui il generale si spense.

Perché è importante visitarlo
Museo famosissimo, meta annua di innumerevoli visitatori, è la casa-museo dell'eroe dei due mondi: all'interno si trovano tutti i cimeli dell'eroe ed all'esterno si può visitare la sua tomba ed il suo busto in marmo bianco, realizzato nel 1883 dallo scultore Luigi Bistolfi.

Servizi
Il museo organizza periodicamente concerti e serate di musiche eseguite all'organetto, nella suggestiva atmosfera del cortile della casa di Garibaldi.
Patrimonio culturale della Sardegna