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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Cagliari, Museo Archeologico Nazionale

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Informazioni
Indirizzo: Cittadella dei Musei, piazza Arsenale, 1 - 09124 Cagliari
tel. +39 070 684000
Ente titolare: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Gestione: Soprintendenza ai Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano; cooperativa Novamusa
Orari: 9.00 - 20.00; lunedì chiuso
Biglietto: € 4,00 (dai 25 ai 65 anni ); € 2,00 (dai 18 ai 25 anni); € 5,00 (biglietto cumulativo Museo Archeologico Nazionale + Pinacoteca). Esenzione biglietto fino ai 18 anni e oltre i 65 anni
sito web: www.archeocaor.beniculturali.it

Il museo
L'iniziativa per un nuovo Museo Archeologico Nazionale nell'attuale Cittadella dei Musei cagliaritana fu presa intorno alla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso. L'idea iniziale si sviluppò verso l'obiettivo di realizzare una struttura culturale polivalente, che potesse raccordare da una parte il Museo Archeologico e la Pinacoteca Nazionale, dall'altra il Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-artistiche e la Scuola di Specializzazione di Studi Sardi dell'Università di Cagliari, il Museo Etnografico Regionale e il Museo Comunale d'Arte siamese (Cardu). Il progetto museale nella sede dell'ex Arsenale militare, ad opera degli architetti P. Gazzola e L. Cecchini, entrò nella sua fase operativa e si concretizzò gradualmente, a partire dal 1979.
Al piano terra dell'edificio, si propone come momento preliminare di esposizione didattica la successione storico-culturale delle fasi che hanno interessato la Sardegna tra il Neolitico antico e l'alto Medioevo, attraverso un percorso di tipo cronologico. Ai piani superiori si è adottato invece un diverso criterio, che presenta i materiali in base al territorio in cui sono stati rinvenuti.
Il percorso cronologico muove dall'età prenuragica, con le culture del Neolitico e dell'Eneolitico e del Primo Bronzo. In sequenza, la cultura nuragica caratterizza, nel suo raffinato megalitismo, le vicende umane nell'isola fino al momento (XI-IX sec.a.C.) del primo incontro con le culture urbane del Mediterraneo egeo-orientale. Ai reperti relativi alla fase della colonizzazione fenicia lungo le coste (Cagliari, Nora, Sant'Antioco, Tharros) si accompagnano quelli relativi alla conquista cartaginese prima, romana poi.
Una delle maggiori attrattive del Museo risiede nei gruppi scultorei della bronzistica di età nuragica, tra i quali spiccano quelli di Teti-Abini e di Santa Vittoria di Serri. I "bronzetti" mostrano un ricco ventaglio di temi figurativi che investono l'organizzazione sociale pubblica e della vita quotidiana ma anche l'ideologia del sacro, i rituali magici, le figure ieratiche dei re-pastori, padroni dell'ideologia sociale, di donne di rango elevato, di uomini d'armi, di uomini e donne della fatica quotidiana. Essi creano e compongono una rappresentazione collettiva del popolo nuragico, di rara e potente suggestione.

Perché è importante visitarlo
Grazie alla vastità e alla qualità delle sue raccolte, formatesi a partire dall'Ottocento, il Museo offre la possibilità di compiere un completo excursus temporale attraverso la preistoria e la storia antica della Sardegna.

Servizi
Esiste un servizio di visita guidata. È preferibile la prenotazione per gruppi e scolaresche. È previsto un percorso didattico per non vedenti. Non esistono barriere architettoniche.
Patrimonio culturale della Sardegna