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Sassari, Tempio-altare di Monte d'Accoddi

Come arrivare
Sulla S.S. 131 in direzione di Sassari, superato il bivio per Platamona (al Km 222,3), si trova una strada, segnalata da cartelli turistici, che conduce al parcheggio con biglietteria. Proseguire a piedi per 100 m su una stradina lastricata che conduce al cancello di ingresso dell'area archeologica. Provenendo da Sassari è necessario arrivare al bivio per Bancali e qui svoltare a sinistra per immettersi nella corsia opposta e ritornare verso l'area archeologica.

Il contesto ambientale
L'area archeologica è situata in prossimità del margine del pianoro scavato dal rio d'Ottava, nella Nurra, regione della Sardegna nord-occidentale.

Descrizione
Il complesso comprende un altare, un villaggio e una necropoli ipogeica.
L'altare è unico nel suo genere nell'isola e nel Mediterraneo occidentale. Si compone di grande terrazza tronco-piramidale (m 36 x 29; alt. m 5,40) e di una lunga rampa d'accesso trapezoidale (lungh. m 41,80; largh. m 7,00/13,50; alt. m 9,00). La muratura esterna è costituita da filari irregolari di grandi blocchi calcarei sommariamente sbozzati. La struttura contiene un riempimento stratificato di terra e pietre.
L'edificio si sovrappone ad un altare precedente formato da una terrazza quadrangolare di minori dimensioni (m 23,80 x 27,40; alt. m 5,50) e da una rampa (lungh. m 25; largh. m 5,5).
Sulla sommità della terrazza era situato il sacello rettangolare (m 12,85 x m 7,20) intonacato di ocra (il "tempio rosso"), del quale si conservano il pavimento e, in parte, il muro perimetrale (alt. m 0,70) con ingresso fiancheggiato da due buche; altre buche, destinate a contenere le travi portanti della copertura a doppio spiovente, sono presenti nel pavimento del vano.
Questo primo altare venne edificato in una fase evoluta di cultura Ozieri (3200-2800 a.C.) al centro di un coevo abitato di capanne quadrangolari, e sopra i resti di un più antico villaggio di capanne circolari forse risalente a fasi di cultura San Ciriaco (3400 a.C.).
Del villaggio Ozieri si conservano alcuni elementi collegati con la sfera del sacro: una tavola per offerte di trachite di forma irregolare (m 2,80 x m 2,18) - a ridosso del lato destro della rampa – e un menhir (alt. m 4,44) sul lato s., rialzato in anni recenti.
L'incendio dell'altare, ai tempi della cultura Filigosa (2800 a.C. circa), rese necessaria la realizzazione di una nuova struttura, quella oggi conservata.
Risale forse a questa fase un lastrone trapezoidale calcareo (m 3,15 x m 3,20) - situato nei pressi della rampa – poggiante su tre basi litiche e fornito di sette fori ai bordi e di un inghiottitoio naturale sottostante: forse una tavola per sacrifici cruenti.
Vicine al lastrone, ma estranee all'area archeologica, sono due pietre calcaree sferoidali di natura sacra (circonf. m 4,85; alt. m 0, 90 - diam. m 0,60).
Altre tre stele calcaree provengono dall'edificio: una (dentro la rampa), frammentaria (m 0,40 x m 0,36), presenta una losanga e delle spirali; la seconda (lato N della terrazza), alta m 1,15, mostra una figura femminile stilizzata; la terza (angolo d. della terrazza), ellittica (m 0,28 x m 0,18), è segnata da 13 scanalature parallele attraversate da almeno altre due perpendicolari.
Le capanne del villaggio che circondano l'altare e la rampa – risalenti in parte alla fase Abealzu (2600 a.C.) - hanno muri rettilinei formati da uno zoccolo di piccole pietre sul quale si appoggiava una struttura di mattoni crudi o di canne e frasche intonacata. Pali conficcati dentro buche nel pavimento sostenevano tetti di frasche a uno o due spioventi. I vani presentano focolari rettangolari, con bordo in rilievo, fatto di argilla.
Tra le strutture scavate è particolarmente interessante la "capanna dello stregone" - situata presso l'angolo NE della terrazza – trapezoidale, con 5 ambienti di forma irregolare coperti da un tetto ad unico spiovente; la capanna deve il nome a una punta di corno bovino e ad alcune conchiglie bivalvi trovate entro una brocca.
Il sito fu frequentato ancora ai tempi della cultura Monte Claro, del Vaso campaniforme e Bonnanaro, e più sporadicamente, in età nuragica, fenicio-punica, romana e medievale.
La necropoli è scavata nella parete calcarea prospiciente il corso del rio d'Ottava, a 500 m dall'altare. Si compone di otto ipogei pluricellulari spesso decorati da protomi bovine e da elementi architettonici.

Galleria fotografica
  • Panoramica della rampa di accesso e della lastra-altare
  • Panoramica del monumento e della lastra-altare
  • Lastra-altare
  • Prospetto della rampa d'accesso al tempio-altare


Storia degli scavi
L'altare fu scavato per la prima volta da Ercole Contu (1952-59); seguirono gli interventi di Santo Tinè (1979-90) e di Alberto Moravetti (2000-01). Un recente restauro ha ricostruito per metà l'edificio.

Bibliografia
E. Contu, "Costruzione megalitica in località Monte d'Accoddi", in Rivista di scienze preistoriche, VIII, 1953, pp. 199-202;
E. Contu, "Monte d'Accoddi (Sassari)", in Enciclopedia dell'arte antica classica e orientale, V, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1963, pp. 166-167, figg. 237-238;
E. Contu, "Sassari Loc. Monte d'Accoddi", in I Sardi: la Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 296-297;
E. Contu, "Monte d'Accoddi-Sassari. Problematiche di studio e di ricerca di un singolare monumento preistorico", in The Deya conference of prehistory: early settlement in the western mediterranean islands and the peripheral areas, Oxford, BAR, 1984, pp. 591-608;
S. Tinè, "Nuovi scavi nel santuario di Monte d'Accoddi (SS)", in Annali del dipartimento di studi del mondo classico e del Mediterraneo antico, sezione di Archeologia e storia antica, IX, 1987, pp. 9-22;
E. Contu, "Monte d'Accoddi (Sassari)", in Atti del congresso sull'età del rame in Europa (Viareggio, 15-18 ottobre 1987), 1988, pp. 536-537 (poster);
Monte d'Accoddi. 10 anni di nuovi scavi, a cura di S. Tinè-A. Traverso, Genova, Istituto italiano di archeologia sperimentale, Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, 1992, pp. 21-36, 97-98;
E. Contu, L'altare preistorico di Monte d'Accoddi, collana "Sardegna archeologica. Guide e Itinerari", Sassari, Carlo Delfino, 2000.
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