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Sassari, Teatro civico

Come arrivare
Sassari è la seconda città della Sardegna. Il Teatro civico si incontra proseguendo lungo il Corso dall'angolare via Cetti.

Il contesto ambientale
Il complesso sorge nell'area precedentemente occupata dall'antico palazzo civico risalente al Medioevo. Le precarie condizioni dell'edificio nonché il nuovo impulso edilizio che la città conobbe durante il regno di Cario Felice decretarono la fine della vetusta costruzione, l'avvio dei lavori per l'erezione di un nuovo palazzo (1826) e di un adeguato Teatro civico (inaugurato nel 1829) in sostituzione degli ambienti adibiti a tale funzione nella stessa area.
I condizionamenti che il nuovo edificio subì dal contesto edilizio circostante e il privilegio accordato alla struttura del teatro determinarono la scarsa funzionalità del Palazzo civico col conseguente trasferimento della sede prima nel palazzo d'Usini (1879), poi in quella attuale di Palazzo ducale (1900). Lo stesso teatro ai primi del Novecento decadde nelle funzioni e nelle strutture e solo a metà del secolo si provvide a un radicale intervento di restauro.

Descrizione
Il Teatro civico fu costruito a partire dal 1826 e inaugurato nel 1829. Il progetto di Giuseppe Cominotti riflette il modello del teatro Carignano di Torino, con tre ordini di palchi e loggione.
La facciata prospiciente il corso Vittorio Emanuele II è impostata secondo canoni neoclassico-puristi. Quattro lesene ioniche di ordine gigante scandiscono il prospetto, concluso da un frontone triangolare timpanato. Stessa impostazione si ritrova nel fianco prospiciente via Sebastiano Satta che nella parte mediana ospita l'accesso al teatro. Sullo stesso asse insiste a coronamento dell'edificio una lunetta cilindrica decorata a festoni e ghirlande. L'interno ha una planimetria a ferro di cavallo. A causa del cattivo stato di conservazione, nel 1947 vennero demoliti le originarie strutture lignee e il ricco apparato decorativo. Il teatro fu riaperto nel 1967, ma radicalmente restaurato a causa di un incendio che ne distrusse le originarie strutture in legno. Oggi è sede di concerti di musica da camera e di spettacoli teatrali, in particolare quelli in vernacolo sassarese.

Storia degli studi
Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia relativa alla scheda nel volume della "Storia dell’arte in Sardegna" sull'architettura sei-ottocentesca (1992).

Bibliografia
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al classicismo purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 69.