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Sassari, Palazzo Giordano

Sassari, palazzo Giordano Apostoli Sassari, palazzo Giordano Apostoli
Come arrivare
Sassari è la seconda città della Sardegna. Il palazzo Giordano prospetta su piazza d'Italia, di fronte al palazzo della Provincia.

Il contesto ambientale
Il palazzo fa parte della sistemazione monumentale di piazza d'Italia, la più importante della città ottocentesca.

Descrizione
Il palazzo Giordano sorge nel lato S della piazza d'Italia, "vestibolo della nuova città borghese". Eretto nel 1878 per il senatore Giuseppe Giordano Apostoli, fu acquistato nel 1921 dal Banco di Napoli, di cui oggi è sede.
Venne progettato dall'ingegner Giuseppe Pasquali, deceduto prima del compimento dei lavori, e completato dall'architetto Luigi Fasoli, che ne curò i dettagli (le inferriate, l'atrio, i poggioli, le scale, la pavimentazione e i serramenti) e i partiti decorativi.
Il palazzo rientra in quella categoria del neogotico che Rossana Bossaglia definisce "romantico-storico", in bilico tra la sfera ideale dell'ìnterpretazione del gotico in chiave moderna e l'ispirazione storicistica.
A proposito dell'interesse tardo-ottocentesco per il centro della città, Amerigo Restucci sottolinea i "compiacimenti formali" degli edifici che lo compongono. Nel Palazzo Giordano questo compiacimento formale è portato all'estremo, soprattutto se si esamina il manoscritto compilato nel 1889 da un anonimo autore al quale il senatore Giordano affidò il compito di celebrare il suo palazzo con un resoconto dettagliatissimo sulla struttura e la decorazione dell'edificio.
Di pianta rettangolare, con prospetto articolato su tre livelli a sviluppo orizzontale, esso presenta un piano inferiore con rivestimento in vulcanite a bugnato rustico, sul quale si aprono, al centro, un portale incorniciato da coppie distanziate di colonne sporgenti, e, ai lati, simmetricamente alternate, porte e finestre archiacute. Una cornice marcapiano separa questa parte dell'edificio dai due piani superiori, intonacati, con finestre bifore al primo e monofore trilobate al secondo livello, tutte con cornici di forma ogivale. Il piano nobile ha un balcone centrale che poggia sulle colonne del portale. I profili dell'edificio sono marcati da lesene con fregio, mentre sotto il cornicione aggettante, che regge il coronamento balaustrato, corre una serie di archetti pensili archiacuti.
La successiva vendita del palazzo al Banco di Napoli ha portato alla dispersione o alla perdita di parti cospicue dell'arredo interno, ma un segno di continuità è dato comunque dai mobili neogotici che recano in parte lo stemma del barone Giordano Apostoli, in parte quello dell'istituto di credito tanto da consentire la distinzione, ma anche la unitarietà stilistica. Il manoscritto del 1889 ricorda che "tutti i serramenti di lusso e i lavori dì ebanisteria [sono] della ditta Clemente, ornati e stucchi del Galli", sottolineando implicitamente la compattezza dell'intervento fin dalle origini.
Nell'infilata di stanze affacciate sulla piazza d'Italia e intercomunicanti, ma anche disimpegnate da corridoi verso il cortile, era collocato il mobilio, oltre che le porte intagliate ad archi intrecciati. Era soprattutto la "sala gialla" (oggi salone di rappresentanza dell'istituto bancario) a esibire una sontuosa decorazione comprendente una volta a padiglione ribassata con i dipinti di Guglielmo Bilancioni, stucchi lungo la cornice, pitture parietali fingenti una tappezzeria, mosaici pavimentali con una fanciulla danzante, eseguiti da mosaicisti romani su disegno dell'architetto Luigi Fasoli, tratto da esempi pompeiani. Anche lo scalone, sovrastato da un altro dipinto del Bilancioni, mostra una profusione di ornamenti che vanno dalle figure femminili bronzee che reggono i lumi alla decorazione parietale fino ai rilievi lungo la scala. Qui i motivi decorativi ricorrenti rivelano lo straordinario bestiario di ascendenza medioevale che orna sia questa parte del palazzo, sia il grande salone, in pendant con i "goticismi" dell'arredo.

Storia degli studi
Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia relativa alla scheda nel volume della "Storia dell'arte in Sardegna" sull'architettura otto-novecentesca (2001).

Bibliografia
F. Masala, Architettura dall'Unità d'Italia alla fine del '900, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 2001, sch. 11.
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