Sassari, Palazzo ducale

Sassari, Palazzo ducale

Come arrivare
Sassari è la seconda città della Sardegna. Il Palazzo ducale è ubicato nel centro storico, nelle vicinanze del duomo, adiacente alla via Turritana.

Il contesto ambientale
Il vecchio palazzo del Duca dell'Asinara è diventato il nuovo Palazzo del Comune.

Descrizione
Alla fine del Settecento il palazzo di don Antonio Manca marchese di Mores, Signore di Usini, divenuto Duca dell'Asinara nel 1755, segna una svolta nell'edilizia cittadina divenendo uno dei simboli dell'architettura civile del XVIII secolo. Il duca dell'Asinara, forse perché il vecchio edificio di piazza Tola mal si prestava alla difesa personale poiché addossato ad altre case, concepì il progetto di occupare un intero isolato alle spalle del duomo, in un'area urbana certamente più appartata e tranquilla dove già, peraltro, possedeva un palazzo. A questo accorpò cinque case di proprietà di privati "formandone con moderno disegno, un palazzo ducale tutto fabbricato nuovamente di pianta, proporzionato al carattere e titolo dei successori che dovranno abitarlo". Così si legge nel testamento del duca dettato al notaio nel 30 dicembre 1804.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1775 su probabile progetto dell'ingegnere piemontese Valino e furono ultimati dopo trent'anni nel 1805. Il duca non poté abitare il palazzo in quanto morì nello stesso anno. Il primo ad abitarlo e per lungo tempo fu il nipote, don Vincenzo Manca. Dal 1860 al 1878 il palazzo divenne sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale, nonché dal 1878 del Municipio di Sassari che infine l'acquistò nel 1900.
Il Palazzo si presentava agli occhi dei sassaresi "grandioso e imponente" per la sua composizione architettonica di derivazione piemontese e per la varietà della pietra calcarea utilizzata. Si eleva su tre piani sia nel lato della facciata sia nelle due testate. Queste si raccordano verso la via Turritana, sul fronte della quale si eleva un corpo più basso, componendo così un impianto irregolarmente quadrangolare. La facciata si presenta scompartita da lesene e suddivisa da fasce marcapiano sulle quali corrono le finestre di differenti tipologie: quelle del seminterrato sono legate con semplici fasce a quelle del piano sopraelevato; le finestre del piano nobile si caratterizzano per i timpani ricurvi e per quelli triangolari che le sormontano. Concludono la sequenza le rimanenti aperture dell'ultimo piano che sono incorniciate da un originale motivo di gusto rococò, ripreso successivamente in altre fabbriche cittadine.
La finestra centrale dell'ultimo piano, tuttora murata, doveva incorniciare lo stemma e l'iscrizione con i titoli del duca, oggi nella finestra gotica nel cortile interno del palazzo. Il balcone centrale è invece un'opera realizzata nel 1908. Sul coronamento corre il cornicione dotato di doccioni che convogliano le acque piovane del terrazzo sovrastante, concluso da una balaustra. Modulati secondo lo schema esterno di facciata si presentano sia i prospetti degli altri restanti tre lati esterni sia quelli del cortile.
Di fronte al palazzo è localizzata la carrozzeria che si caratterizza per l'ampio portale sul quale è esposto lo stemma della famiglia Manca col distico: "HOC QUOD MANCA CADENS MANCUM MORIENDO RELIQUIT, MANCA VIRENS DESTRUM REDDIT ALTER OPUS".
Strutturalmente il palazzo non ha subito sostanziali variazioni nel corso dei due secoli, mentre le successive utilizzazioni hanno portato ad una modificazione dell'articolazione interna degli spazi. Quando il Comune acquistò il palazzo, esisteva ancora la cappella rotonda, col relativo altare, dove il cappellano celebrava la messa. Il duca e la famiglia l'ascoltavano dalla tribuna, che comunicava con gli appartamenti del piano nobile. Nel palazzo vi era un giardino con alberi di aranci e di limoni; al centro un pozzo di forma circolare, adorno di una statuetta di Bacco e di quattro busti di marmo rappresentanti il sole, la luna, la stella e la cometa. Il Municipio demolì il pozzo e ridusse a cortile il giardino. I busti vennero collocati nel vestibolo.

Storia degli studi
Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia relativa alla scheda nel volume della "Storia dell'arte in Sardegna" sull'architettura sei-ottocentesca (1992).

Bibliografia
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al classicismo purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 45;
F. Ledda, Sassari. Sette itinerari per scoprire la città, Muros, Stampacolor, 2002;
Palazzo ducale. Guida alla storia e alle caratteristiche architettoniche e artistiche, Sassari, Comune di Sassari, 2003.

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