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Bolotana, villa Piercy

Bolotana, villa Piercy - affresco Bolotana, villa Piercy - affresco
Come arrivare
Si raggiunge la località di Badd'e Salighes percorrendo la strada che dalla SS 131, al km 156, porta a Bolotana. All'interno della foresta di Badd'e Salighes si può vedere, oltre che visitare all'interno, l'ottocentesca villa Piercy.

Per i giorni di apertura e per la visita delle strutture contattare i seguenti riferimenti:
cell. 347 6512084 - 347 6706786
e-mail: cooperativapassiflora.ambiente@gmail.com
sito web:

Il contesto ambientale
La foresta di Badd'e Salighes è formata da piante autoctone, alcune delle quali millenarie, e da piante esotiche, messe a dimora nel parco attorno alla villa Piercy dal proprietario della tenuta, l'ingegnere Benjamin Piercy.

Descrizione
Nel 1862 l'ingegnere gallese Benjamin Piercy (1827-1888) riceve l'incarico di coordinare un gruppo di progettisti per studiare i tracciati ferroviari da realizzare in Sardegna, a seguito della prima convenzione con una società anglo-italiana guidata da Gaetano Semenza. Piercy sbarca nell'isola per un breve sopralluogo nel 1865, per farvi ritorno definitivamente sul finire di quel decennio, dopo alcuni incarichi nella Francia nord-occidentale e in India, dove aveva soggiornato per due anni. È durante la costruzione della linea ferroviaria Cagliari-Porto Torres che Piercy decide di investire alcuni capitali nell'isola, nel settore agricolo e minerario, e di acquistare - verso il 1880 - la tenuta di Badd'e Salighes, in territorio di Bolotana, dove fissa la sua residenza.
Qui il Piercy impianta la più grande e moderna azienda agricola sarda dell'epoca, al cui centro si trovava la villa, costruita tra il 1879 e il 1882, circondata da uno splendido parco all'inglese nel quale alle piante autoctone, quali roverelle, tassi e lecci furono aggiunte piante esotiche provenienti da varie parti del mondo. La villa, in stile coloniale inglese, è costituita da un corpo quadrangolare con torri circolari agli angoli e all'interno era caratterizzata da arredi fissi e finiture di pregio.
La costruzione a due piani, spartiti da una fascia liscia e piatta, di pianta rettangolare quadrilobata, in pietra intonacata, solo vagamente si ispira a un castelletto medioevale per via delle quattro torri con finestre a feritoia, sormontate da una copertura cupolata su cui si innestano pinnacolini in ferro. Il resto dell'edifìcio è all'impronta della più rustica semplicità di un cottage britannico, in cui l'eco dei versi di William Mason, citati da Kenneth Clark (1928) risuona nell'invito a costruire le fattorie in forma di castelli, "con torri rotonde che forniranno un sicuro rifugio ai piccioni e ai loro piccoli implumi". Sul portone d'ingresso campeggia uno stemma con un leone rampante, omaggio dell'antico proprietario ai suoi natali gallesi.
Nel 2007 si sono conclusi i lavori di restauro inseriti nel progetto di valorizzazione relativo sia alla foresta e al giardino sia ai beni architettonici di valore storico rappresentati dalla villa e dal contemporaneo borgo agricolo.

Storia degli studi
Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia relativa alla scheda nel volume della "Storia dell'arte in Sardegna" sull'architettura otto-novecentesca (2001).

Bibliografia
A. Della Marmora, Itinerario dell'isola di Sardegna, Cagliari, Alagna, 1868, pp. 440-441;
L. Carta, "Benjamin Piercy (1827-1888)", in Quaderni Bolotanesi, 13, 1987;
Per conoscere il paese, Bolotana, Amministrazione Comunale di Bolotana, 1991;
S. Mezzolani-A. Simoncini, Sardegna da salvare: archeologia industriale, Nuoro, 1995;