Logo Regione Autonoma della Sardegna
I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
sardegnacultura  ›  luoghi della cultura  ›  monumenti  ›  provincia di carbonia-iglesias  ›  carbonia, miniera di serbariu

Carbonia, miniera di Serbariu

Grande Miniera di Serbariu: castelli dei pozzi Grande Miniera di Serbariu: castelli dei pozzi
Informazioni
Gestione: Centro Italiano della Cultura del Carbone.
Biglietto: € 6.00 intero; € 4.00 ridotto (ragazzi tra i 6 e i 12 anni, scolaresche, gruppi di almeno 25 persone, carta giovani, anziani oltre i 65 anni di età).
Orari:
10.00 - 19.00 (dal 21 giugno al 20 settembre, tutti i giorni);
10.00 - 18.00 (dal 21 settembre al 20 giugno);
chiuso il lunedì non festivo, Natale e Capodanno.
Visita guidata in lingua italiana, inglese, francese e tedesca.
Tel. 0781 670591; 0781 62727 (biglietteria).
e-mail: prenotazioni@museodelcarbone.it; info@museodelcarbone.it
sito internet: www.museodelcarbone.it
Nel Museo si trovano il bookshop, la caffetteria e la sala conferenze.

Come arrivare
Dalla SS. 130 direzione Iglesias, in corrispondenza del km. 44 uscire per Villamassargia/Carbonia. A Villamassargia, girare a destra al primo semaforo in direzione Carbonia. Presso Carbonia, proseguire sulla SS 126 in direzione S.Antioco. Alle rotonde seguire l’indicazione per la Grande Miniera di Serbariu.

Il contesto ambientale
L'area è di notevole interesse per l'archeologia industriale in Sardegna.

Descrizione
Il sito minerario di Serbariu, attivo dal 1937 al 1964, ha caratterizzato l'economia del Sulcis e rappresentato tra gli anni '30 e '50 una delle più importanti risorse energetiche d'Italia. Il complesso è stato recuperato e ristrutturato a fini museali e didattici, valorizzando il sito e rendendo fruibili gli edifici e le strutture minerarie che oggi costituiscono il "Museo del Carbone".

Il Museo include i locali della lampisteria, della galleria sotterranea e della sala argani. Nella lampisteria ha sede l'esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia; l'ampio locale accoglie una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti, oggetti di uso quotidiano, fotografie, documenti, filmati d'epoca e videointerviste ai minatori. La galleria sotterranea mostra l'evoluzione delle tecniche di coltivazione del carbone utilizzate a Serbariu dagli anni '30 alla cessazione dell'attività, in ambienti fedelmente riallestiti con attrezzi dell'epoca e grandi macchinari ancora oggi in uso in miniere carbonifere attive. La sala argani, infine, conserva intatte al suo interno le grandi ruote dell'argano con cui si manovrava la discesa e la risalita delle gabbie nei pozzi per il trasporto dei minatori e delle berline vuote o cariche di carbone.
Il museo è accessibile ai visitatori diversamente abili sia nella lampisteria che, parzialmente, nella galleria sotterranea. L'allestimento include inoltre vetrine tattili con diverse tipologie di lampade, caschi e frammenti di carbone estratto nella miniera.

Il Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC) nasce nel 2006 come associazione tra il Comune di Carbonia e il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, con lo scopo di gestire e valorizzare il sito della Grande Miniera di Serbariu.

Storia degli studi
La miniera è menzionata in diverse opere sull'archeologia industriale in Sardegna.

Bibliografia
S. Mezzolani-A. Simoncini, Sardegna da salvare. Paesaggi e architettura delle miniere, Nuoro, Archivio Fotografico Sardo, 1993, pp. 237-241;
Luciano Ottelli, "Serbariu - Storia di una miniera", Tema Editrice, 2005.


Patrimonio culturale della Sardegna