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Alà dei Sardi, complesso di Sos Nurattolos

Alà dei Sardi, complesso di Sos Nurattolos Alà dei Sardi, complesso di Sos Nurattolos
Come arrivare
Dal centro di Alà si segue la segnaletica che indica la zona archeologica di Sos Nurattolos o, in alternativa, quella per la chiesa di San Francesco. Si procede prima in piano lungo la strada asfaltata, avendo cura di tenere la s. ad un bivio, quindi il percorso si inerpica lungo una strada asfaltata, in salita, sino a giungere alla piazzola presso il centro di accoglienza dell'area archeologica, da cui parte il sentiero con gradini che porta in cima (a 1000 m di quota), dove si trova il complesso nuragico.

Il contesto ambientale
Il complesso di Sos Nurattolos sorge alle falde della punta di Senalonga in posizione dominante sull'altopiano di Buddusò e sulle vallate circostanti.

Descrizione
Il sito comprende una fonte sacra, un piccolo tempio "a megaron" - entrambi con recinto - e alcune capanne, una delle quali annessa al tempietto.
Risalendo il pendio che porta in cima all'altura si incontra la fonte, composta da un corpo di pianta circolare (diam. m 6,25) costruito con grossi massi disposti in opera poligonale nel paramento esterno e con blocchi squadrati nelle strutture interne.
La costruzione racchiude un vestibolo di pianta rettangolare (lungh. m 5; largh. m 2,60; alt. cm 90) al quale si accede mediante un ingresso orientato a S (largh. cm 70).
Al centro della parete di fondo del vestibolo si apre l'ingresso, architravato con vano di scarico, della cella quadrangolare a sezione ogivale, che protegge la vena sorgiva.
Il piccolo vano presenta copertura scalare discendente verso il fondo arcuato. La muratura è realizzata con massi di granito di medie dimensioni, disposti a filari regolari con l'uso di zeppe di rincalzo.
L'edificio è circondato dal consueto recinto sacro circolare (m 11,30 a NE-SO, m 10,00 a SE-NO) realizzato in opera poligonale (spessore m 0,70/1,20) e accessibile attraverso un ingresso laterale (largh. m 1,10) rivolto a S e dotato di gradini.
Non molto lontano dal pozzo è edificata una capanna circolare di grandi dimensioni (diam. interno m 8,40; spess. m 1,40) con ingresso architravato rivolto a SE (largh. m 0,80). La struttura è realizzata con pietre in genere di piccole dimensioni prive di lavorazione e sovrapposte senza particolare cura.
Sulla cima dell'altura si trova il piccolo tempio rettangolare "a megaron", le cui strutture murarie si conservano ancora per un'altezza considerevole.
L'edificio è realizzato all'interno di un recinto ellittico (diam. m 16 x 13) con ingresso orientato a E (largh. m 0,90).
La costruzione - edificata con massi di granito disposti su filari regolari - presenta pianta rettangolare (m 6,15 x 4; alt. m 2) con ingresso architravato orientato a NO (largh. m 0,90; alt. m 1,20). Il tempietto si caratterizza per la presenza sul retro del tipico prolungamento dei muri laterali.
All'interno le pareti non mostrano un aggetto notevole: si è ipotizzato che le strutture murarie laterali reggessero in origine una copertura lignea a doppio spiovente.
Prossima al tempietto è una costruzione piuttosto singolare: si tratta di un edificio circolare (diam. m 5,20; alt. m 1) che racchiude all'interno un secondo ambiente della stessa forma (diam. m 2,30) tangente sul lato SE e con muri in forte aggetto. Le due costruzioni non sembrano presentare ingressi.
A breve distanza, ad una quota più elevata, i lavori di scavo hanno consentito di mettere in luce una nuova, grande capanna a carattere comunitario, le cui pareti sono provviste di sedile alla base, analogamente a quanto documentato nelle cosiddette "capanne delle riunioni" rinvenute in numerosi villaggi nuragici.

Galleria fotografica
  • Ingresso capanna
  • Capanna
  • Ingresso


Storia degli scavi
Scoperto negli anni Sessanta, in anni recenti è stato interessato da attività di scavo (Paola Basoli) e da lavori di sistemazione dell'area.

Bibliografia
A. Baltolu, Alcuni monumenti inediti dell'altopiano di Buddusò e Alà dei Sardi (Sassari)", in Studi Sardi, XXII, 1971, pp. 38-98;
G. Lilliu, "L'oltretomba e gli dei", in Nur. La misteriosa civiltà dei Sardi, Cinisello Balsamo, A. Pizzi, 1980, pp. 110, 114-116;
V. Santoni, "Il segno del potere", in Nur. La misteriosa civiltà dei Sardi, Cinisello Balsamo, A. Pizzi, 1980, p. 184;
E. Contu, "Il nuraghe", in La Civiltà nuragica, Milano, Electa, 1985, pp. 124, 126, fig. c a p. 139, pp. 130, 141, tav. X;
G. Lilliu, La civiltà dei Sardi dal paleolitico all'età dei nuraghi, Torino, Nuova ERI, 1988, pp. 393, 395, 537;
A. Sanna, "Nuove osservazioni su alcuni pozzi sacri della Sardegna settentrionale", in Per una storia dell'acqua in Sardegna. Atti del terzo Convegno internazionale di studi geografico-storici, Sassari, 1990, pp. 12-17;
G. Ugas, "Considerazioni sullo sviluppo dell'architettura e della società nuragica", in Sardinia in the Mediterranean: a footprint in the sea. Studies in Sardinian archaeology presented to Miriam S. Balmuth, a cura di R.H. Tykot e T.K. Andrews, Sheffield, Sheffield Academic Press, 1992, p. 230.
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