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Dorgali, figurazioni della grotta del Bue Marino

Come arrivare
La grotta è raggiungibile via mare con traghetti che attraccano nel porticciolo di Cala Gonone.

Il contesto ambientale
La grotta del Bue Marino si apre direttamente sul mare, nelle scenografiche falesie calcaree del golfo di Orosei. È costituita da due vaste gallerie che hanno uno sviluppo totale di 4 km.

Descrizione
Sono state individuate una ventina di figure antropomorfe, una coppella e due cerchi con piccola coppella centrale; i motivi sono per lo più raggruppati. Un piccolo gruppo di tre figure è inciso a circa 2 m a s., una figura isolata si trova a 2,5 m di distanza, in alto.
Le figure sono del tipo "a doppia forcella", con un segmento verticale (il corpo) e due semicerchi contrapposti (le braccia sollevate e le gambe piegate). Il segmento verticale è lungo mediamente 30 cm. Il solco dell'incisione è di 1 cm.
Lo schema presenta numerose varianti: una figura isolata "a candelabro", con arti multipli; due figure con appendice laterale obliqua; una figura con gambe e braccia piegate nella stessa direzione. Gli arti sono più o meno lunghi, inclinati e arcuati. Le figure appaiono erette e si dispongono con grande libertà tra di loro e rispetto ai tre motivi circolari.
L'interpretazione della scena è problematica. Gli studiosi suppongono che si tratti di una danza che vede coinvolti esclusivamente uomini (la parte inferiore del segmento verticale rappresenterebbe il sesso maschile). La coppella e i cerchi con coppella sarebbero connessi con una simbologia solare.
Per quanto riguarda la datazione, non si hanno elementi decisivi. Confronti con una figurina del riparo di Frattale (Oliena), col motivo "ancoriforme capovolto" delle statue-menhir sarde, e con motivi dell'arte camuna, portano a collocare le figurazioni nell'orizzonte dell'Eneolitico finale (2100-1800 a.C.).

Storia degli scavi
Le figurazioni sono incise all'ingresso della grotta, nella superficie ricurva della roccia, poco prima del passaggio alla Sala della Dama Bionda, dove negli anni quaranta del Novecento fu effettuato un breve intervento di scavo ad opera di Giovanni Lilliu. Lo scavo restituì materiali della cultura di San Michele (Neolitico finale, 3200-2800 a.C.).
La scoperta delle figurazioni, nel 1977, destò un grande interesse poiché per la prima volta nell'isola si rinvenivano incisioni preistoriche in una grotta per la quale poteva essere ipotizzato un uso non sepolcrale.
La loro lettura è resa difficile dalle irregolarità del calcare e dallo stato di corrosione provocato dalla salsedine nelle superfici della grotta.

Bibliografia
F. Lo Schiavo, "La Grotta del Bue Marino a Cala Gonone", in Dorgali, documenti archeologici, Sassari, Chiarella, 1980, pp. 39-45;
F. Lo Schiavo, "Dorgali (Nuoro).Loc.Cala Gonone", in I Sardi. La Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 195-197.

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