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Gonnosfanadiga, tomba di giganti di San Cosimo

Gonnosfanadiga, tomba di giganti di San Cosimo Gonnosfanadiga, tomba di giganti di San Cosimo
Come arrivare
Da Gonnosfanadiga si procede per Guspini sulla SP 126. Si prende il primo bivio a sinistra, poi si svolta a destra verso Arbus, si continua per 2,5 km e si prende una strada sterrata per le cave di sabbia. Dopo m 300 al bivio si svolta a d. poi si prosegue per oltre 200 m.

Il contesto ambientale
La tomba è situata in un meraviglioso anfiteatro naturale, nella vallata solcata dal fiume Terra Maiustus, sulle propaggini S del monte omonimo che culmina con la punta Su Rettori a quota 952 m e di fronte alla vetta dell'Iglesiente, il massiccio del Monte Linas che si eleva a 1237 m s.l.m.

Descrizione
La tomba di San Cosimo, detta anche "Sa Grutta de Santu Giuanni", presenta il classico schema planimetrico delle tombe di giganti. Il corpo tombale (m 22,10), disposto lungo l'asse NS con ingresso a S, è delimitato all'esterno da file di blocchi di granito di diverse dimensioni. Il prospetto risulta ancora parzialmente interrato e ingombro di pietrame. Le fiancate, l'abside e le ali dell'esedra sono rifasciate da una crepidine formante un basso gradino che, oltre a fornire maggiore staticità all'edificio, impedisce all'acqua piovana di penetrare all'interno della camera. Le ali dell'esedra sono costruite con filari orizzontali di blocchi (corda m 17,7 – esternamente m 24,10 – e freccia m 5,60). L'ingresso è situato al centro dell'esedra. Nell'andito, sull'ingresso, appaiono due portelli separati dal diaframma formato da un architrave in granito inserito sugli stipiti laterali a m 0,45 dal pavimento; la porticina sovrastante, a sezione tronco-ogivale, doveva essere in origine chiusa, a sua volta, da un'architrave di copertura. I due portelli e gli architravi mediano e superiore – di cui si è ipotizzata la presenza – imitano rispettivamente le zone cave e le bande rilevate della stele centinata delle tombe di giganti. Questi elementi ci inducono a ritenere che la stele centinata fosse qui ottenuta attraverso la sovrapposizione di diversi elementi coronati da un concio lavorato a botte o lunato dotato, forse, di tre cavità per l'inserimento dei betili. Subito dopo l'ingresso è presente un piccolo corridoio strombato verso l'interno (la larghezza passa da m 0,62 presso l'ingresso a m 0,85 verso la camera) lungo m 1,70. La camera funeraria, di pianta rettangolare (m 16,50 x 1,58/0,85 x 1,90 di altezza), presenta sezione tronco-ogivale. Il piano pavimentale, costituito da un bancone naturale di roccia granitica, era stato rivestito da uno strato di pietre di medie e piccole dimensioni livellate nelle connessure da ciottoli fluviali.
Gli scavi hanno restituito materiali risalenti all'età del Bronzo Medio, in particolare a un momento compreso tra la fine del XV e il XIV sec. a.C., caratterizzato dalla produzione di vasi a tesa interna decorati a nervature.

Galleria fotografica
  • Panoramica della tomba
  • Gonnosfanadiga, tomba di giganti di San Cosimo, veduta complessiva


Storia degli scavi
I primi interventi di scavo furono effettuati nel 1981 da Giovanni Ugas.

Bibliografia
G. Ugas, "La tomba megalitica 1° di San Cosimo-Gonnosfanadiga (Cagliari): un monumento del bronzo medio (con la più antica attestazione micenea in Sardegna)", in Archeologia sarda, 1, 1981, pp. 7-20;
G. Ugas, "Gonnosfanadiga (Cagliari) San Cosimo", in I Sardi: la Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 99-101.
Patrimonio culturale della Sardegna