Ozieri, grotta di San Michele

Ozieri, Grotta di San Michele

Informazioni
Ente titolare: Comune di Ozieri
Gestione: Istituzione San Michele
Orario invernale: dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14.00 alle 17.00
Orario estivo: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Biglietto: € 3.00 (intero) e € 2,00 (ridotto) comprensivo di visita guidata
Per prenotazioni tel. 079 787638

Il contesto ambientale
La grotta sprofonda nel calcare per un'ottantina di metri ed è articolata in sale e cunicoli tappezzati di stalattiti, alimentate da piccole gocce d'acqua. In parte distrutta, fu riutilizzata sia come abitazione, sia come luogo di culto e necropoli, a sepoltura ipogea, scavata nella roccia e destinata a tomba collettiva, detta "domus de janas" (casa di fate).

Descrizione
Da questa grotta prende il nome la cosiddetta cultura di "Ozieri" o di "San Michele", inquadrata nel Neolitico finale in Sardegna, tra il 3.200 e il 2.800 a.C.
Si tratta di una cultura basica o di fondo, quasi popolare, che si differenzia dalla precedente cultura di Arzachena per provenienza e mantenimento dell'integrità delle origini etnologiche ed economiche-funzionali. Una cultura, dunque, di tipo urbano sedentario, democratica, ma che, giunta alla periferia provinciale, si trasforma in cultura rurale e contadina che degrada dal modello dell'accentramento urbano a quello di villaggio.
Gli agricoltori e pastori di questa cultura vivono in abitazioni a tipologia duplice: in caverna naturale o in raggruppamento elementare, su cui forse hanno influito l'ambiente e il modo economico di vivere, ovvero la pastorizia. Oppure, complesso di capanne costruite con vari materiali (pietre, frasche ed erbe palustri), come manifestazione di comunità che ricorda quella di culture primitive dell'Oriente mediterraneo, forse introdotte dai "cercatori di metallo".
I materiali ceramici rinvenuti nella grotta sono tecnicamente perfetti, nettamente superiori alle ceramiche di tutte le culture successive, con particolare produzione e decorazione di vasi di pietra.
Il disegno dei semicerchi concentrici prevale. È realizzato con la tecnica "dentellata", accanto alla quale si delineano motivi decorativi più semplici quali taccheggiature sugli orli, impressioni a grosso punteggiato, a profonde virgolature, a lunule. Anche la decorazione ceramica è di tipo orientale, importata dai navigatori e cercatori di rame, colonizzatori della Sardegna, e successivamente incrementata dai continui contatti commerciali e culturali coi vari popoli dell'Oriente mediterraneo.
La cultura di Ozieri è caratterizzata inoltre da una produzione di strumenti in selce e ossidiana.
Tra i materiali rinvenuti, sono di notevole importanza una pisside finemente decorata con motivi ornamentali a spirale corniformi, di influenza egeo-orientale, presente anche nell'ipogeo a pozzetto di Corongiu-Pimentel e nella groticella artificiale di Mandra Antine di Thiesi; un idoletto femminile di tipo cicladico, di piccole dimensioni, in marmo bianco, del tipo cruciforme senza il traforo delle braccia e con parte inferiore tondeggiante; vasi in pietra (steatite, calcite, clorite), tra cui un vasetto a cestello di piccole dimensioni, decorato a bande tratteggiate e riempite di ocra rossa sulla superficie esterna, verso il basso; mentre, sulla superficie interna, è decorato con motivi a semicerchio, a bande tratteggiate, disposti a corona intorno all'orlo.
I reperti sono conservati nel Museo Nazionale "G. A. Sanna" di Sassari.

Storia degli scavi
Gli scavi sono stati condotti a partire dal 1914 e successivamente nel 1949.

Bibliografia
P. Basoli, "La cultura di Ozieri nel territorio di Ozieri. Considerazioni preliminari", in Atti del I Convegno di Studio "La cultura di Ozieri: problematiche e nuove acquisizioni", Ozieri, Il Torchietto, 1989, pp. 113-125;
M.L. Ferrarese Ceruti, Archeologia della Sardegna preistorica e protostorica, Nuoro, Poliedro, 1997, pp. 72-72, note 8-9;
G. Lilliu, La civiltà dei Sardi. Dal Neolitico all’età dei Nuraghi, Torino, Eri, 1967, pp. 41-43, 53, 72.