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Laconi, Nuraghe Genna Corte

Come arrivare
Si segue una strada sterrata che parte dall'estrema periferia di Laconi (verso Meana), per circa 11 km. Poco prima di innestarsi in un'altra strada trasversale, la carrabile costeggia una stretta e lunga collina, sulle pendici della quale sorgono i capannoni di una azienda agricola. Imboccato il sentiero che conduce all'azienda, lo si segue per circa 200 metri, lasciandolo poi per proseguire a piedi verso la sommità del rilievo, su cui si trova il nuraghe.

Il contesto ambientale
Il nuraghe, tra i più maestosi del Sarcidano, si isola in sito campestre e versa in pessimo stato di conservazione.

Descrizione
Il nuraghe è di tipo complesso, costituito da un bastione pentalobato che racchiude la torre originaria e un cortile.
Il mastio, di pianta circolare (m 13 di diametro esterno), si conserva per un'altezza massima residua di oltre 12 metri. Il paramento murario esterno, è costituito da blocchi di trachite di medie dimensioni, disposti a filari orizzontali.
Ingombro di pietrame nella camera inferiore, mostra dell'interno solamente la linea delle pareti del corridoio del piano superiore, disposto in modo trasversale rispetto alla scala elicoidale - ostruita anch'essa - che si dipartiva dal piano terra.
Delle cinque torri del bastione, obliterato per gran parte del suo sviluppo planimetrico dalle macerie, si conservano quella esposta a E e parte di quella esposta a SW.
La torre E presenta al suo interno un vano circolare dal quale si diparte un lungo corridoio di sezione ogivale che immette nel cortile; sulla parete laterale si osserva una nicchia-ripostiglio sopraelevata dal piano pavimentale. Le cortine murarie che raccordavano le torri presentano andamento rettilineo e un'altezza massima residua di m 7. Il cortile è quasi completamente invaso dai crolli.

Galleria fotografica
  • Paramento esterno
  • Torre
  • Paramento esterno bastione


Storia degli studi
Il nuraghe è segnalato da Enrico Atzeni.

Bibliografia
E. Atzeni, "Nuovi idoli della Sardegna prenuragica", in Studi Sardi, XXIII, 1975, pp. 1-51, figg. 1-13, tavv. I-XXXIII;
E. Atzeni, "Menhirs antropomorfici e statue-menhirs della Sardegna", in Annali del Museo civico della Spezia, II, 1979-80, La Spezia, 1982, pp. 9-64, figg. 1-8, tavv. I-XIX;
M. Sequi, Nuraghi. Manuale per conoscere 90 grandi torri megalitiche della Sardegna, Robbiate, Multigraf, 1985, p. 32.
Patrimonio culturale della Sardegna