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Mogoro, Nuraghe Cuccurada

Come arrivare
Da Oristano si percorre la strada per Santa Giusta, si attraversa il paese e all'uscita si imbocca la SS 131 in direzione di Cagliari. Si percorrono circa km 62 fino al bivio per Mogoro. Si percorre la SP 44 per circa km 2, in corrispondenza del secondo tornante, o curva a ferro di cavallo, si svolta a sinistra e si percorre una stretta carrareccia che conduce all'area archeologica, circa 500 m. Il nuraghe è peraltro ben visibile già dalla SS 131.

Il contesto ambientale
L'area archeologica sorge sul ciglio S del tavolato basaltico di Sa Struvina, allo sbocco della vallata del rio Mogoro, in posizione dominante sulla piana campidanese.

Descrizione
Il complesso è costituito da un nuraghe (Cuccurada B), una muraglia ed un'incerta struttura megalitica (Cuccurada A).
Cuccurada B è un edificio polilobato imperniato su un precedente nuraghe "a corridoio". Presenta un bastione con quattro torri raccordate da cortine rettilinee (asse NS m 42; asse EO m 30; h max. res. m 16,80) che delimitano un ampio cortile centrale dove si aprono gli accessi ai vani interni del monumento.
Il nucleo centrale, a pianta reniforme allungata in direzione NO-SE, rivela varie fasi costruttive e restauri, e si articola in tre parti. L'edificio "a corridoio" è situato a SE e mostra due passaggi ortogonali e due piccole celle contrapposte (F1-F2), una delle quali con copertura tronco-ogivale integra. Ha due ingressi: uno ad O sul cortile e l'altro ad E murato da un rifascio. L'ala N-NO è articolata su due piani sovrapposti, con un corridoio-scala a copertura piattabandata che conduce prima ad un pianerottolo per poi risalire verso una camera rotondeggiante bilobata (A) con nicchia sopraelevata a NO. Il bastione polilobato si innesta su questa struttura attraverso due cortile rettilinee di raccordo della torre circolare N (B) con la struttura "a corridoio" ad E e con le due torri O (C) e OSO (D). La torre C presenta una "tholos" ellittica sopraelevata rispetto al cortile. La torre D è accessibile attraverso un breve corridoio; l'ampia stanza interna circolare mostra una celletta e due piccole nicchie.
Una cortina rettilinea collega la torre D con la torre S (E) mancante, come le precedenti, della copertura.
Le strutture delimitano uno spazio interno pentagonale chiuso a SE da una cortina che raccorda l'edificio "a corridoio" con la torre E e sul quale si apre l'ingresso alla fortezza. Nel cortile si sono individuati resti di capanne, probabilmente del Bronzo finale, gravanti su murature del Bronzo recente. Altre capanne sono state messe in luce all'esterno della cortina SE.
Un possente rifascio rafforza il monumento in corrispondenza della torre C e della struttura "a corridoio", quest'ultima potenziata da un ulteriore rifascio.
Lo scavo della camera della torre D ha restituito un'interessante sequenza stratigrafica dal Bronzo recente e finale alla prima età del Ferro, e di riuso medievale. Risale al primo ferro un piccolo gruppo bronzeo all'apice di un tipico "bottone" conico nuragico, che rappresenta una scena di caccia con un personaggio armato che trafigge un muflone (?) azzannato da un cane.
Nel corridoio d'ingresso al cortile si è inoltre messa in luce una stipe votiva del IV sec. d.C. Copiosi resti animali ed oggetti (spilloni crinali in osso, lucerne, monete in bronzo, etc.) testimoniano un riuso cultuale del monumento in età tardoantica.
Sul margine SO dell'altopiano, a 15 km a SO di Cuccurada B, residua il tratto di una muraglia (lungh. m 7,80; h max. m 2,70) in opera ciclopica di basalto, dotata di un angusto ingresso architravato con vano subrettangolare intramurario. La muraglia potrebbe risalire, sulla base di confronti con altri manufatti, all'Eneolitico recente (2400-2100 a.C.).
La struttura Cuccurada A sorge a circa 70 km a S di Cuccurada B, sull'estremo ciglio S del pianoro. Di incerta definizione, ha pianta sub-ellittica con asse maggiore NS (m 25,80x11,80).
Nell'area archeologica si segnalano anche rinvenimenti isolati di materiali Ozieri (Neolitico finale, 3200 - 2800 a.C.) che attestano stretti contatti con l'insediamento di Puisteris, situato sull'altra riva del rio Mogoro.

Galleria fotografica


Storia degli scavi
Fu oggetto di esplorazioni di superficie, negli anni Cinquanta del Novecento, da parte di Giovanni Lilliu e Cornelio Puxeddu, e di scavi, nel 1994-95 e nel 1996-99, ad opera di Enrico Atzeni, Riccardo Cicilloni, Giuseppina Ragucci ed Emerenziana Usai. Gli scavi del nuraghe sono ancora in corso.

Bibliografia
"Il complesso megalitico pre-protostorico di Cuccurada-Mogoro (OR)", in Aspetti del megalitismo preistorico, a cura di G. Serreli - D. Vacca, Dolianova, Grafica del Parteolla, 2001, pp. 31-34;
R. Cicilloni - G. Ragucci, "Note su alcuni manufatti litici rinvenuti nell'area archeologica pre-protostorica di Cuccurada-Mogoro (OR)", in L'ossidiana del Monte Arci nel Mediterraneo. La ricerca archeologica e la salvaguardia del paesaggio per lo sviluppo delle zone interne della Sardegna. Atti del II convegno internazionale (Pau, 28-30 novembre 2003), Cagliari, AV, 2004, pp. 271-279.