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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Isili, Nuraghe Is Paras

Come arrivare
Da Cagliari si percorre la SS 131 in direzione di Sassari. Oltrepassato il paese di Monastir, si lascia la SS 131 e si prende la SS 128, direzione Senorbì-Mandas. A Senorbì si seguono le indicazioni per Suelli, Mandas e Isili. Il nuraghe si trova subito dopo il passaggio a livello, in località Is Paras, lungo la SS 128 che porta da Isili a Nurallao.

Il contesto ambientale
Il nuraghe sorge su un piccolo colle di roccia calcarea, all'uscita di Isili, nella regione del Sarcidano.

Descrizione
Is Paras è una delle costruzioni più eleganti della Sardegna nuragica. È costituito da una torre centrale parzialmente racchiusa da un bastione trilobato includente un ampio cortile. Intorno al complesso venne eretto - almeno nel suo lato E - un antemurale, affiorante sul terreno per una lunghezza di circa m 30 ed uno spessore di m 2.
La torre principale, di pianta circolare (diametro m 12,50 x m 12,70), in blocchi di calcare bianco, alta m 12,70, era formata da due piani sovrapposti dei quali oggi si conserva quello inferiore. La parete presenta, al di sopra dell'ingresso, una lacuna causata da un cedimento della muratura, fatto che ha inoltre comportato un intervento di restauro, con la sostituzione dell'architrave originario danneggiato. L'ingresso al monumento, volto a S, sopraelevato rispetto al cortile di m 1,40, è alto m 2,80. Il corridoio retrostante, strombato verso l'interno (larghezza m 1,15 presso l'ingresso; m 2,05 al fondo), lungo m 4,60, presenta sezione ogivale (altezza m 2,80 presso l'ingresso; m 5,75 sul fondo).
La camera interna, a tholos, è eccentrica. Ha pianta circolare (diametro m 6,40 x m 6,20) ed è priva di vani sussidiari. Con il suo elevato di m 11,80 (con 33 filari) è la più alta della Sardegna. L'opera muraria è costituita da blocchi di calcare subquadrati e parallelepipedi, disposti a filari orizzontali.
Il vano della scala che conduceva al primo piano si apre nella camera stessa - nella parete a d. di chi entra - a m 5,25 di altezza; sul pavimento si apre un ripostiglio a pozzo (m 1,25 di diametro all'imboccatura) esplorato fino ad una profondità di m 5. La scala gira da s. a d. (larghezza m 0,80; altezza m 2-2,30), inizialmente con un percorso di m 4,50 a piano inclinato e, successivamente, nel tratto finale (m 4), con 11 gradini che conducevano alla camera del primo piano, ora totalmente distrutta. Un altro stretto e profondo ripostiglio-silo (larghezza m 0.50, fino a m 1,50 di profondità, m 1,25 fino alla profondità massima di m 3,05) è ricavato nell'opera muraria del piano di svettamento.
La torre risale al XV-XIV sec. a.C.
In una seconda fase, nel XIII-XII sec. a.C., il nuraghe semplice fu trasformato nel tipo "a tancato". Venne infatti costruita, di fronte al mastio, una torre più piccola e tra le due torri venne risparmiato un cortile chiuso da mura rettilinee. L'accesso avveniva ad E tramite un corridoio coperto a piattabanda che immetteva nel cortile.
Questa seconda torre, in parte crollata, si conserva per un'altezza massima di m 2,50. Il cortile, a forma di tre quarti di cerchio (m 4,80 x m 3,65), con pareti lievemente aggettanti nella parte superiore, ha una superficie di mq 16,75.
Una terza fase, del XII-XI sec. a.C., vide l'aggiunta di altre due torri, una a O ed una a N-E, raccordate tra loro ed alle strutture più antiche attraverso cortine murarie rettilinee (N-E/S-E, O/S-E) ed un tratto murario convesso (O/N-O).
L'ingresso al bastione, aperto nel settore rientrante della cortina E, immette in un corridoio (lunghezza m 2,30; larghezza m 0,95-1,10) che presenta, sulla s., l'ingresso al vano scala che conduceva agli spalti del bastione; nella parete destra - affrontato al vano scala - si trova uno stipetto quadrangolare (m 0,43 x m 0,40). L'intera struttura fu circondata da un antemurale munito a sua volta di torri, di cui si sono messi in luce alcuni tratti durante gli scavi del 1988.
Tutto intorno al nuraghe, dentro e fuori dell'antemurale, si estendeva un villaggio di capanne circolari ancora da scavare.

Galleria fotografica
  • Panoramica
  • Prospetto frontale della torre
  • Particolare dell'ingresso
  • Scala interna
  • Ingresso
  • Ingresso a una torre secondaria
  • Ingresso al mastio visto dall'interno


Storia degli scavi
Il nuraghe è stato scavato nel 1974 da Maria Ausilia Fadda e nel 1975-77 da Alberto Moravetti; gli scavi sono ripresi recentemente a cura di Tatiana Cossu.

Bibliografia
G. Lilliu, I nuraghi, torri preistoriche della Sardegna, Cagliari, La Zattera, 1962;
G. Lilliu, I nuraghi, torri preistoriche della Sardegna, rist. Nuoro, Ilisso, 2005, pp. 110-111, 244-247, 294-297, tavv. XXII-XXV;
E. Contu, "L'architettura nuragica", in Ichnussa. La Sardegna dalle origini all'età classica, Milano, Scheiwiller, 1981;
A. Moravetti, "Nuraghe Is Paras - Isili", in Settimana dei beni culturali: 10 anni di attività nel territorio della Provincia di Nuoro, Nuoro, Soprintendenza archeologica per le province di Sassari e Nuoro, 1985;
T. Cossu, "Il nuraghe Is Paras di Isili: campagna di scavo 1998", in L'eredità del Sarcidano e della Barbagia di Seulo: patrimonio di conoscenza e di vita, a cura di M. Sanges, Cagliari, B&P, 2001, pp. 174-175;
L'eredità del Sarcidano e della Barbagia di Seulo: patrimonio di conoscenza e di vita, a cura di M. Sanges, Cagliari, B&P, 2001, pp. 170-173.
Patrimonio culturale della Sardegna