Dorgali, nuraghe Mannu

Dorgali, nuraghe Mannu

Come arrivare
Uscire da Dorgali e prendere la SS 125 "Orientale Sarda" in direzione Sud e quindi, all'altezza del tunnel, svoltare a sinistra verso Cala Gonone. Dopo circa 4,1 km dal bivio, sulla destra, si prende la strada sterrata che conduce direttamente all'area archeologica. Il nuraghe è situato sulla collina alla destra della strada.

Il contesto ambientale
Il nuraghe è localizzato in posizione dominante e suggestiva su un rilievo basaltico prossimo alla costa, al centro del golfo di Orosei, nella Sardegna orientale.

Descrizione
Il nuraghe è un monotorre realizzato con filari regolari di grossi massi poligonali in vulcanite e basalto (altezza residua m 4,70- 3,50, su 13-8 filari; diametro m 12,80 alla base, m 11,20 allo svettamento). Presenta ad E un ingresso sormontato da un architrave irregolare (lunghezza m 1,20; larghezza m 0,45) con finestrino di scarico.
L'ingresso immette in un corridoio (lunghezza m 3,70; larghezza m 1,10) con copertura piattabandata - della quale residuano solamente due massi in basalto - dove si apriva la scala d'andito oggi obliterata. Il corridoio introduce nella camera, collocata in posizione eccentrica, che presenta una pianta sub-ellittica (diametro m 3,60 x m 4,60) ed è quasi completamente ostruita dal crollo. Sulla parete S/O è situata una nicchia reniforme, anch'essa in parte ostruita dal crollo.
All'esterno della torre, sul lato S del paramento murario, si notano quattro nicchie poste a breve distanza l'una dall'altra (lunghezza max. m 2; larghezza max. m 1,80; altezza m 1,65), costruite con filari di blocchi irregolari.
È probabile che le nicchie fossero delle garitte di guardia con ingresso esterno al nuraghe, funzionali alla sua difesa, ma non si scarta l'ipotesi che si tratti di feritoie accessibili da un vano-scala che presente in una prima fase costruttiva dell'edificio e successivamente inglobato nella muratura.
Intorno al nuraghe si estende un vasto villaggio di capanne: è probabile che il nome del monumento ("mannu": grande, in lingua sarda) sia da attribuire alla grande estensione dell'abitato, piuttosto che al monumento, in realtà di modeste dimensioni.
Le capanne che si addossano all'edificio sono circolari e realizzate con pietre non lavorate di media grandezza; man mano che ci si allontana, le abitazioni presentano pianta rettangolare e sono realizzate con blocchi squadrati.
Sul ciglio del sottostante burrone, un muro di recinzione costruito con grandi blocchi si integra con i grandi massi naturali.

Area archeologica del Mannu

Storia degli scavi
Fu scavato nel 1927 da Antonio Taramelli. Dal 1994 Maria Ausilia Fadda ha condotto ripetute campagne di scavo.

Bibliografia
A. Taramelli, "Foglio 208. Dorgali", in Edizione della Carta Archeologica d'Italia, Firenze, Istituto Geografico Militare, 1929;
A. Taramelli, in Notizie degli Scavi, IX, 1933;
M.A. Fadda, "Nuraghe Mannu", in Dorgali. Documenti Archeologici, Sassari, Chiarella, 1980, pp. 199-205;
M.A. Fadda, "Dorgali (Nuoro). Nuraghe Mannu", in I Sardi. La Sardegna dal paleolitico all'età romana, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 216-217;
M.A. Fadda-P. Pruneti, "Operazione Nuraghe Mannu", in Archeologia Viva, 48, novembre-dicembre 1994;
M.A. Fadda-S. Massetti, "Quattro campagne di scavo con l'Operazione nuraghe Mannu", in Bollettino di Archeologia, 1997, 43-45, pp. 217-221;
A. Moravetti, Serra Orrios e i monumenti archeologici di Dorgali, collana "Sardegna archeologica. Guide e Itinerari", 26, Sassari, Carlo Delfino, 1998.