Villa Sant'Antonio, Necropoli di Genna Salixi

Villa Sant'Antonio, Necropoli di Genna Salixi

Informazioni
Indirizzo: SP 37 - 09080 Villa Sant'Antonio - località Serra Longa

Il contesto ambientale
La necropoli è situata al confine tra la Marmilla e il Sarcidano, in un'area caratterizzata da suggestivi mammelloni e brevi rialzi vulcanici.

Descrizione
La necropoli è costituita da 14 domus de janas, considerate tra le più belle della Sardegna per la concezione architettonica particolarmente progredita.
Dodici di esse sono aperte nella roccia in serie orizzontale, le altre due dirimpetto alle prime, una di fronte all'altra. I prospetti si impongono per la monumentalità e l'accuratezza della lavorazione: in particolare quello della tomba 3, superiormente scorniciato mediante un'incisione curvilinea.
Un sistema di canalizzazione scavato nella roccia, tuttora visibile, preservava le sepolture dall'infiltrazione dell'acqua piovana.
Le domus sono del tipo a proiezione orizzontale con sviluppo longitudinale. Hanno l'ingresso variamente orientato (da E a S) preceduto da un corridoio d'accesso. Sei grotticelle (3, 6, 7, 11, 13, 14) presentano lo schema classico costituito da cella e anticella preceduta da un corridoio a spalle declinanti con vestibolo per lo più coperto; in altre sette (1,4, 5, 8, 9, 10, 12) è assente l'anticella; nella tomba 9 è assente il corridoio. In alcuni casi è presente (tombe 2 e 10) o è manifesto il tentativo di scavo di una seconda camera (tomba 8).
I corridoi hanno ampie proporzioni (tomba 1, m 5,70 lunghezza; m 2,40 larghezza) ed una pianta rettangolare o trapezoidale con spalle declinanti. Gli altri vani sono rettangolari, quadrangolari, rotondeggianti e ellittici; le volte sono per lo più piane, raramente elevate verso il fondo.
Diversi gli elementi che alludono alle offerte e ai rituali funebri praticati: nicchie per lo più scavate al piano del pavimento, una mensola nella parete di fondo della tomba 10, fossette scavate nel pavimento della cella della tomba 5 e delle anticelle delle tombe 5 e 7.
Non esistendo dati di scavo, non si può formulare una datazione precisa degli ipogei; i confronti con altri contesti insulari lasciano tuttavia supporre una loro appartenenza all'orizzonte del Neolitico finale (cultura di San Michele, 3200-2800 a.C.).

Servizi
Non sono presenti servizi.

Storia degli scavi
Le tombe, violate da tempo immemorabile, non sono state mai scavate.

Bibliografia
G.Pinza, "Monumenti primitivi della Sardegna", in Monumenti Antichi dei Lincei, 1901, pp. 39-75;
P. Nuvoli, "S. Antonio Riunas (Oristano). Loc. Is Forrus, Fontana Caberis, Genn'e Sàlixi", in I Sardi. La Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 186-188.

Come arrivare
Dista km 1 dal paese, sulla strada provinciale per Senis, di fronte al nuraghe Caiu.