Pimentel, domus de janas di S'Acqua Salida

Pimentel, Necropoli di S'Acqua Salida e di Corongiu

Come arrivare
Imboccata dalla SS 131 la 128 e percorsi 10 km, si imbocca la SP 66 bis. Dopo 6 km si raggiunge Pimentel. Dalla piazza del paese si imbocca la strada comunale per Guasila che porta alla necropoli di Corongiu (svoltando alla prima carrareccia sulla s. e proseguendo per 1 km) e alla necropoli di S'Acqua Salida (svoltando alla quarta carrareccia sulla s. e proseguendo per 150 m).

Il contesto ambientale
La necropoli è ubicata su brevi rialzi di arenaria quaternaria, nel paesaggio dolcemente ondulato della Trexenta.

Descrizione
È articolata in due aree poste a m 150 di distanza: la prima è costituita da domus de janas del tipo a proiezione orizzontale e a pozzetto (1, 2, 3, 4), l'altra da domus a pozzetto (5, 6, 7).
Particolarmente notevole la tomba 1, risultato di diverse fasi costruttive: originariamente del tipo a pozzetto con anticella e grande cella, poi dotata di un lungo corridoio d'accesso al posto del pozzetto ed ampliata sulla destra della grande cella, annettendo tre camerette sepolcrali di una confinante sepoltura. L'anticella ha il riquadro dipinto in ocra rossa. L'ingresso è volto a SO.
La tomba 2 è costituita da un pozzetto d'accesso e da una cella rettangolare il cui soffitto, parzialmente crollato, era originariamente sorretto da due pilastri. Sul pavimento è presente una vasca dove sono ricavate delle coppelle. La parete opposta all'ingresso presenta un ornato dipinto in ocra rossa: due protomi taurine con schema a T entro un riquadro rettangolare. Il colore rosso e la protome taurina sono i segni più comuni della religiosità neolitica sarda.
La tomba 4 è articolata in un corridoio d'accesso, un'anticella e una cella. L'ingresso è orientato ad E. La cella, circolare, riproduce lo schema della capanna: lo dimostrano i particolari delle pareti e del soffitto dove corrono larghe fasce in rilievo simulanti il tetto e il relativo impianto ligneo di sostegno.
Prossima al primo gruppo di tombe è un'area sacra con focolare e coppelle probabilmente destinata ai rituali funebri che precedevano la tumulazione.
Le domus 5, 6, 7 sono del tipo a pozzetto con anticella e cella. La cella della tomba 6 presenta una nicchia rettangolare decorata con ocra rossa, un bancone sepolcrale ed un pilastro. Altre coppelle sono incise nella roccia sovrastante il secondo gruppo di tombe.
La necropoli viene datata al Neolitico finale (cultura di San Michele, 3200-2800 a.C.), ma non mancano attestazioni di un riuso durante il Bronzo antico (cultura di Bonnanaro, 1800-1600 a.C.).
Risale al Neolitico finale anche la domus più famosa della vicina necropoli di Corongiu. Violata da tempi immemorabili, è costituita da un pozzetto d'accesso, un'anticella e una cella. La parete d'accesso alla cella, sopra e ai lati del portello, mostra un interessantissimo ornato simbolico inciso e sottolineato in rosso. La fascia superiore è decorata al centro da un elemento verticale che si apre superiormente in due spirali: il naso e gli occhi della dea madre, secondo l'interpretazione degli studiosi. Ai lati in basso una linea a zigzag è limitata a destra da una spirale e a sinistra da due doppi cerchi. In alto, ai lati della doppia spirale od occhi della dea, sono rappresentati due motivi "a barca" con terminazioni a spirale. Due lunghi elementi verticali che si aprono superiormente e inferiormente in due spirali decorano le pareti ai lati del portello.

Storia degli scavi
Il sito è stato oggetto di indagine archeologica condotta da Emerenziana Usai.

Bibliografia
E. Usai, "La cultura Ozieri a Pimentel e a Siddi", in La cultura di Ozieri: problematiche e nuove acquisizioni. Atti del I convegno di studio, Ozieri, Il Torchietto, 1988, pp. 217-222;
E. Usai, "Pimentel (Cagliari) Loc. S'Acqua Salida", in I Sardi. La Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 113-118.

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