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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Villanova Tulo, Complesso di Adoni

Come arrivare
All'altezza di Monastir si lascia la SS 131 e si prende la SS 128, direzione Senorbì, dove si seguono le indicazioni per Suelli, Mandas e Isili. La strada si percorre fino all'incrocio con la SS 198; si imbocca quest'ultima e si prosegue fino al bivio con al SP 52 che porta direttamente a Villanova Tulo. Dall'abitato del paese si esce in direzione di Laconi, sempre sulla SP 52, e si percorrono circa km 3,5; si svolta quindi a s. in una strada di penetrazione agraria che aggira l'altura su cui è ubicato il nuraghe, distante meno di un km in linea d'aria.

Il contesto ambientale
Il complesso è in posizione straordinaria, sulla sommità di un rilievo, sopra un affioramento di calcare di scogliera del Giurese, al centro della regione storica del Sarcidano. Spazia con lo sguardo per grandi tratti della Sardegna meridionale.

Descrizione
Il complesso nuragico è costituito da una torre centrale (A), un bastione quadrilobato (B, C, D, E), un possente antemurale e, ad E, un villaggio.
Della torre centrale, o mastio, liberata in parte dai crolli durante i lavori di scavo, è visibile un tratto del paramento murario esterno corrispondente alle strutture residue della camera del primo piano. La differente tecnica edilizia adottata nell'edificazione dei muri del bastione rispetto a quella utilizzata nel mastio porta a ritenere che il primo sia stato realizzato in momenti successivi.
Si apprezzano nelle murature scale, nicchie e cortine.
Le macerie ed alcuni alberi secolari, cresciuti nel lato S all'interno delle strutture, impediscono di accedere ad alcuni ambienti che si scorgono dal piano di crollo.
In prossimità di una della torri angolari, la torre B, sono stati rinvenuti entro un raggio di dispersione abbastanza ristretto una quarantina di oggetti in bronzo, quasi tutti frammentari (punteruoli, asce, punte di giavellotto, puntali di lancia, lamine, frammenti di panelle, etc.). I manufatti facevano forse parte di un ripostiglio da fonditore nascosto nelle parti alte delle murature, precipitato al suolo in seguito al crollo delle strutture; allo stesso complesso di bronzi vanno forse riferite due lamine d'argento, una delle quali rappresenta una piuma.
Sempre dal piano di crollo provengono numerosissimi frammenti fittili di diversa tipologia, inquadrabili tra il Bronzo recente e il Bronzo finale (1350-1150 a.C.): conche, scodelle, ciotole, vasi con alto collo distinto, olle.
Di notevole interesse anche i molti denti di falcetto in ossidiana ed alcuni punteruoli ed aghi crinali in osso.
Alla fine della campagna di scavo del 1998, è stato inoltre ritrovato ai piedi della cortina prospiciente il mastio un frammento di ansa di "oinochoe" di bronzo a becco rilevato, del tipo "Schnabelkanne", che finora non trova riscontro tra i materiali di importazione tirrenica documentati in Sardegna.
Questa classe di oggetti, simbolo delle esportazioni etrusco-italiche verso la Gallia celtica e la Germania renana, è altamente diffuso nella penisola italiana, in particolare in Etruria, come prezioso elemento di corredo in tombe principesche o di classi emergenti.
Il frammento dell'Adoni la parte terminale dell'ansa con l'attacco alla parete è forgiato a palmetta a sette foglie sovrastata da due serpenti attorcigliati, contrapposti ai due lati, con la testa rivolta verso l'alto.
Si data alla fine del VI secolo a.C. Resta da chiarire il motivo della sua presenza all'interno del nuraghe, dunque non in funzione funeraria.
Un ripostiglio di vasi interi e frammentari, venuto in luce nel pianerottolo della scala esterna adiacente alla torre E, documenta momenti di rioccupazione del complesso in età tardoantica (VI-VII secolo d.C.). Vanno infine segnalate alcune monete protovandaliche, pertinenti ad un tesoretto monetale di questo periodo, rinvenute nel quadrante S.

Area archeologica di Adoni

Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli scavi
Studiato e disegnato dal Lamarmora nella prima metà dell'Ottocoento, il monumento è stato oggetto di tre interventi di scavo, negli anni 1997-99, ad opera di Mario Sanges.

Bibliografia
G. Lilliu, I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna, Cagliari, La Zattera, 1962;
M. Sanges, "Il nuraghe Adoni di Villanovatulo", in L'Eredità del Sarcidano e della Barbagia di Seulo: patrimonio di conoscenza e di vita, Cagliari, B&P, 2001, pp. 193-196;
F.Campus, "Il nuraghe Adoni di Villanovatulo: i materiali", in L'Eredità del Sarcidano e della Barbagia di Seulo: patrimonio di conoscenza e di vita, Cagliari, B&P, 2001, p. 197.
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