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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Osini, complesso di Serbissi

Come arrivare
Da Tortolì si percorre la SS 125 in direzione di Jerzu, si attraversano Bari Sardo e Cardedu e si prosegue fino al bivio; si svolata a d. e si percorre la SP 11 fino ad Osini attraversando Jerzu e Ulassai. Si lascia il paese in direzione del "Taccu" di Osini e si sale sull'altopiano che sovrasta il paese, passando nella gola nota come "Scala di San Giorgio". A 2,6 km circa si incontra un bivio con cartello per il parco archeologico. Si svolta a d. e si prosegue per km 1,6 su una strada asfaltata. Al primo bivio si gira a d. e si procede su strada sterrata per km 3: la strada si arresta ai piedi del sentiero sulla s. che conduce alla sommità dell'altura, dove è situato il complesso.

Il contesto ambientale
L'area archeologica è situata sul "Taccu" di Osini, suggestiva rocca naturale dalle ripidi pareti calcaree. Gode di un eccezionale dominio visivo sull'Ogliastra e sulle Barbagie.

Descrizione
L'insieme, di particolare suggestione, comprende un nuraghe complesso con annesso villaggio, una grotta con due ingressi, due tombe di giganti e due nuraghi monotorri.
Il nuraghe - edificato sul piano di roccia di cui ingloba le asperità - è formato da un mastio e da tre torri N-E, S e O. Le torri sono raccordate da un bastione, secondo uno schema di addizione laterale. Nella cortina di raccordo delle torri S e O si apre l'ingresso al monumento che immette in un andito con nicchia sulla parete d..
L'andito sfocia in un angusto cortile-corridoio curvilineo, con pavimento a selciato, sul quale si affacciano gli ingressi delle quattro torri.
Il mastio - situato in posizione più elevata - è realizzato con filari regolari di blocchi. L'ingresso architravato, rivolto a S-E (largh. m 0,95-0,51; h m 1,80), introduce in un andito strombato (largh. m 0,95-1,25; lungh. m 2,70; h m 1,80-2,80) con copertura angolare di altezza crescente verso la camera.
A s. si apre il vano scala - preceduto da un piccolo disimpegno (largh. m 0,95; h m 2,25) - che con 28 gradini conduceva ai piani superiori.
La camera del piano terra, sub-circolare (diam. m 4-3; h m 5,50), conserva intatte la copertura ad ogiva e la pavimentazione ad acciottolato.
La camera superiore ha pianta ovale (diam. m 2,40-1,80; h m 1,55) con pavimento di lastre di pietra. Due piccoli ripostigli si aprono al livello del piano di calpestio.
La torre N-E (diam. m 7; h m 6), inglobata nel bastione, si addossa al mastio. La struttura racchiude una camera - con ingresso trapezoidale (h m 2,90) rivolto a S e sopraelevato di m 2,50 circa sul piano del corridoio - ed un vano sottostante a "tholos", accessibile dal pavimento della camera sovrastante rimuovendo la pietra terminale della volta; era forse un magazzino.
L'ambiente superiore presenta il pavimento lastricato con focolare e una concavità presso l'ingresso.
La torre O (diam. m 8; h m 6,50) ha l'ingresso rivolto a S-E che immette in un andito strombato con nicchia a d.. La camera (diam. m 4,60; h m 3,00) conserva sei feritoie poco rialzate accanto alle quali sono state rinvenute delle basi in pietra di difficile interpretazione.
La torre S (diam. m 7; h m 3,30) ha l'ingresso rivolto a N-E (largh. m 0,80-0,63; h m 2) che introduce in un andito rettilineo. Esso immette nella camera interna (diam. m 3,80; h 3,50) fornita di sette feritoie strombate (largh. m 0,70-0,40; h m 1,60-1).
Dell'abitato che si estende attorno al nuraghe sono stati individuati otto vani pertinenti ad isolati con sviluppo centripeto.
Le capanne, circolari (diam. m 8,50- 7), costruite con filari irregolari di pietre medio piccole ed abbondante argilla, presentano tramezzi murari e pavimenti ad acciottolato.
Il complesso del nuraghe e del villaggio fu in uso dal Bronzo antico al Bronzo finale.
In questa età fu probabilmente utilizzata come magazzino per derrate alimentari la grotta sottostante all'area archeologica che presenta due ingressi nel versante di Gairo Taquisara e di Osini.
Nel fondovalle è presente una tomba di giganti del tipo a filari con stele centinata, oggi interrata. Un'altra, molto danneggiata, nel versante E del rilievo, è del tipo a filari di blocchi disposti in tecnica isodoma.
I nuraghi Sanu e Orruttu, ubicati nella piana di Troculu, a breve distanza l'uno dall'altro, sono monotorri.
Presso il nuraghe Orruttu è presente una capanna con vano circolare e antistante atrio rettangolare.

Area archeologica di Serbissi

Galleria fotografica
  • Visione aerea
  • Visione aerea


Storia degli scavi
L'area è stata interessata in anni recenti da diverse campagne di scavo condotte da Maria Ausilia Fadda.

Bibliografia
G. Lilliu, I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna, Cagliari, La Zattera, 1962, pp. 151-153;
M.G. Cabras, "L'archeologia. Il Nuraghe Serbissi. La Grotta Serbissi", in Il futuro del passato di Osini. Archeologia, Ambiente e Storia, a cura di M.A. Fadda, Nuoro, 2004, pp. 94;
C. Nieddu, "Nuraghe Serbissi", in C. Nieddu (a cura di) Siti archeologici d'Ogliastra, Tortolì 2006, pp. 44-45.
Patrimonio culturale della Sardegna