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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Alghero, Complesso di Palmavera

Come arrivare
Dalla SS 131 in prossimità di Sassari, si imbocca la strada per Alghero fino all'innesto con la SS 127 bis. Si prosegue sulla stessa strada fino all'ingresso della città e si prosegue, sempre sulla SS 127 bis, in direzione di Fertilia-Porto Conte. Si percorrono circa km 12 e, sulla d., l'area archeologica è subito visibile.

Il contesto ambientale
Il complesso si trova al piede dell'omonimo rilievo montuoso, lungo una via naturale che collega i golfi di Alghero e Porto Conte.

Descrizione
Il complesso di Palmavera è costruito con blocchi di calcare ed arenaria ed è costituito da un corpo centrale con due torri, un antemurale e un villaggio di capanne. Fu edificato in varie fasi.
Le più antiche strutture, datate ai secoli XV-X a.C., sono la torre maggiore ed alcune capanne. La torre, con ingresso ad E-N/E, di diametro esterno m 10, residua per m 8 di altezza. La camera interna conserva integralmente la volta a "tholos" e presenta due nicchie laterali trapezoidali; nella parete di fondo, sopraelevato di circa m 3 sul pavimento, si apre il vano ogivale della scala che conduceva al piano superiore ed al terrazzo.
La prima metà del IX secolo a.C. costituì la fase di vita più importante e significativa dell'intero complesso. La torre fu rifasciata e compresa in un corpo aggiunto di forma ellittica irregolare (m 21,50 x 15), espanso in direzione E e S/E, che includeva una seconda torre.
L'ingresso principale al nuovo corpo, che si apre a S-S/E, si presenta sormontato da un architrave di trachite, gli stipiti conservano la risega per la battuta e il foro per il trave di chiusura. Dall'ingresso un corridoio con nicchia nella parete sinistra immette in un piccolo cortile reniforme; qui si affacciano gli ingressi delle due torri e sbocca il corridoio collegato con l'ingresso secondario di E-S/E. La torre secondaria, oggi svettata, con ingresso a N/O, era dotata di feritoie.
Nelle pareti del cortile si aprono un nicchione quadrangolare rialzato e, sopraelevate di m 2,50 sul piano di calpestio, le due aperture dei vani-scala che conducevano al piano superiore della torre secondaria ed al terrazzo.
Il corridoio collegato con l'ingresso secondario è dotato di due coppie di nicchie affrontate ed ha una copertura tabulare; in esso si apre la porta della scala che conduceva ad un vano sovrapposto allo stesso corridoio, provvisto di botola-caditoia nel pavimento. Il terrazzo che sovrastava l'intero edificio era dotato di un parapetto.
Contemporaneamente, sorgevano alcune capanne; tra queste la "capanna delle riunioni", la più grande del complesso (diametro m 12), che aveva uno speciale ruolo politico-religioso nel consesso del villaggio. Tra i suoi arredi di culto, un modellino di nuraghe ed un eccezionale seggio-trono cilindrico in arenaria.
Nella seconda metà del IX-VIII secolo a.C. il corpo aggiunto fu interessato da un parziale rifacimento; furono inoltre eretti un antemurale ed un villaggio di capanne. L'antemurale, di forma pentagonale e diviso internamente in settori, è costituito da quattro torri-capanna unite da cortine; due torri-capanna riutilizzano strutture di epoca precedente: come la "capanna delle riunioni", situata a S/O. L'antemurale ha due ingressi, ad O-S/O e a S/E. Presso l'ingresso di S/E è visibile la ghiera di un silos che stava all'interno di una capanna demolita al tempo della costruzione della cinta.
Il villaggio, privo di un disegno preciso, doveva all'origine contare circa 200 abitazioni. Le capanne messe in luce, una cinquantina, si dispongono a N, N/O, E e S/E dell'antemurale; sono prevalentemente a pianta circolare con ingressi orientati nel quadrante S/E. È presente anche un "isolato" di ambienti quadrangolari, forse più recente.
Un violento incendio determinò l'abbandono del complesso, probabilmente alla fine dell'VIII secolo a.C. È attestata la frequentazione sporadica del sito durante il III-II secolo a.C.

Area del complesso nuragico di Palmavera

Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli scavi
È stato scavato a più riprese, a partire dal 1904, quando Antonio Taramelli effettuò i primi interventi. Successive campagne sono state condotte da Ercole Contu e Alberto Moravetti.

Bibliografia
A.Taramelli, "Il nuraghe Palmavera di Alghero", in Monumenti Antichi dei Lincei, XIX, 1904;
G. Lilliu, I nuraghi Torri preistoriche della Sardegna, Cagliari, La Zattera, 1962, p. 86-89;
E. Contu, "Considerazioni su un saggio di scavo", in Rivista di Scienze Preistoriche, XVII, 1962, p. 297;
A. Moravetti, "Nuovi modellini di torri nuragiche", in Bollettino d'Arte, VII, 1980, pp. 65-84;
A. Moravetti, Il complesso nuragico di Palmavera, collana "Sardegna archeologica. Guide e itinerari", Sassari, Carlo Delfino, 1992.
Patrimonio culturale della Sardegna