Logo Regione Autonoma della Sardegna
I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
sardegnacultura  ›  argomenti  ›  letteratura  ›  viaggiatori dell'ottocento  ›  alberto della marmora

Alberto della Marmora

Alberto Ferrero della Marmora scrive probabilmente l'opera più famosa tra i resoconti di viaggio dell'Ottocento.
Il suo ''Voyage en Sardaigne'', apparso in una prima edizione nel 1826 e poi successivamente nel 1840 con l'aggiunta di una seconda parte, sarà da subito non solo un modello ma anche uno stimolo per i viaggiatori successivi che raggiungeranno l'isola.
Nato nel 1879 a Torino, nel 1806 frequenta i corsi della Scuola Imperiale Militare di Fontainebleu e si avvia a questa carriera, ma nel 1821 viene dispensato dal prestare ulteriore servizio e nel 1824 riceve l'ordine di recarsi in Sardegna in confino per simpatie liberali, e qui si trattiene a lungo. Anche quando è costretto ad assentarsi per pur brevi periodi, continua a raccogliere in appunti le sue impressioni sull'isola.
Il ''Voyage'', impreziosito da 19 tavole illustrate, è nel complesso una straordinaria descrizione paleontologica e geologica, fisica e politica della Sardegna, con accurate ricerche sulle sue produzioni naturali e le sue antichità, una piccola enciclopedia frutto di una passione che dura una vita intera.
Dai suoi viaggi, che egli stesso non esita a definire avventurosi perché privi di qualsiasi comodità e soggetti ai pericoli e delle strade e dei villaggi abitati da genti non sempre amiche, oltre che della malaria, scaturisce l'''Itinéraire de l'île de Sardaigne'', uscito a Torino nel 1860. Questa seconda opera è più specificatamente dedicata al viaggiatore, come una sorta di manuale nel quale sono indicate le cose più ''ragguardevoli'' che non si può trascurare di vedere e conoscere.
Tra il 1823 e il 1824 il capitano William Henry Smyth per conto dell'Ammiragliato britannico redige una carta nautica, della quale Della Marmora si servì, in collaborazione con lo specialista De Candia, per realizzare con strumentazione scientifica una carta geografica, che venne fatta incidere a Parigi nel 1845 e per oltre cinquant'anni rimase la più perfetta rappresentazione dell'isola, chiudendo il tempo della cartografia empirica e aprendo quello della geodetica.
Nell'insieme il Conte dedicò alla Sardegna oltre cinquanta pubblicazioni di taglio scientifico che, se non ebbero grande diffusione nell'isola, la ebbero all'estero, focalizzando l'attenzione su una terra fino ad allora avvolta nel buio, dandole valore e attirando altri sguardi curiosi.

OPERE
Itinerario dell'isola di Sardegna - Vol. I
Itinerario dell'isola di Sardegna - Vol. II
Itinerario dell'isola di Sardegna - Vol. III
Patrimonio culturale della Sardegna