Leone Gouin

Leone Gouin nasce a Tours, in Francia, nel 1829. Giunge nell'isola nel 1858 per studiare i problemi legati al mondo minerario, che proprio in quegli anni mira ad aumentare in maniera decisa le sue produzioni con l'immissione di capitali stranieri, da a poco verificatasi in maniera massiccia.
Il francese giunge in Sardegna con la qualifica di ingegnere, ma è un appassionato esperto di archeologia e collezionista di oggetti antichi. Le sue "Osservazioni sulle miniere di Sardegna", indirizzate alla Commissione Parlamentare d'Inchiesta, sono un attento esame dei principali problemi che affliggono il settore, potenzialmente in crescita, ma vincolato da carenze strutturali tali da non permetterne lo sviluppo. Lamenta poi la mancanza di mentalità industriale, di cooperazione tra le parti; le miniere sarde "abbisognano di molte condizioni che qui non si hanno: intelligenza e pratica del mestiere, enormi capitali, perseveranza e sovrattutto spirito di associazione. Ora come trovare tali condizioni in un paese dove vi hanno proprietari che possiedono meno di un ettaro di terreno, dove lo spirito industriale non è per ancor nato, dove è pressoché impossibile porre d'accordo, tra loro, quattro di tali proprietari?".
Egli accusa il governo di lasciare la Sardegna abbandonata ai suoi disagi, di non curarsi delle condizioni di strade, ferrovie, canali e delle acque in genere, di essere troppo invasivo con la burocrazia che rallenta con inutili formalità la stipula dei permessi e delle concessioni: "Il Governo si restringa a constatare solamente che in tale località, nella quale fu chiesto di operare ricerca di minerale, e il susseguente permesso, vi si riconosce un giacimento metallifero, e null'altro". Si augura che la situazione venga quanto prima affrontata con impegno: "Hassi d'uopo di libertà, sicurezza, e specialmente che lo interesse particolare mal compreso, ceda generoso nanti l'interesse di tutti".
Il suo essenzialmente appare dunque uno sguardo da economista, teso a comprendere il nocciolo dei problemi che rallentano la produzione e abbassano le rendite, poco interessato alla situazione del mondo operaio che in quegli anni in massa affluisce verso l'Iglesiente, andando a costituire una realtà di povertà e miseria che rimane per lungo tempo sconosciuta alla società della seconda metà dell'Ottocento, ma anche acquisisce nel tempo una mentalità nuova e una coscienza di ceto che condurrà alle rivolte sociali del 1904.

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