John Warre Tyndale

Pubblicata a Londra nel 1849, l'opera "The Island of Sardinia" ebbe subito un grande successo sia in Inghilterra che in Irlanda. Il Tyndale è un londinese laureato ad Oxford in discipline umanistiche e giuridiche, che quasi per caso - per un viaggio di convalescenza - giunge in Sardegna nella primavera del 1843, dove scopre un mondo per lui nuovo e completamente sconosciuto al quale si sentirà da subito legato, alla terra così come alla sua storia: già nella prefazione egli dichiara di essersi dedicato in primo luogo alla conoscenza delle opere fondamentali della cultura sarda, sia antiche (Arquer, Cetti, Gemelli) sia contemporanee (Della Marmora, Tola, Manno, Angius) per colmare un vuoto e liberare l'isola dalle "scorie della leggenda". Su questa base si accinge a stendere una descrizione quanto più dettagliata - e letteraria - possibile, per compensare gli scarni resoconti che fino ad allora avevano raccontato la Sardegna in Inghilterra, cioè l'indagine idrografica di Smith e l'inchiesta commerciale di Mac Gregor.
Il viaggio dell'inglese comincia dunque da Alghero per proseguire poi per la Nurra, la Gallura e il Goceano, toccando molti dei loro piccoli paesi. Da lì il viaggiatore si porta nella Barbagia, sul Gennargentu, poi in Ogliastra, nella zona oristanese e da lì nel Campidano e con altrettanto scrupolo nel sud dell'isola, fino a Cagliari che lo affascina per la quantità e la bellezza dei suoi monumenti, delle sue chiese, per la magnificenza delle torri pisane. Un percorso compiuto quasi comune per comune, dove tutto è annotato con minuzia, a partire dai nomi degli stessi nuraghi, fino ad abbracciare l'intero patrimonio storico, antropologico e archeologico. La parte più interessante dell'opera è quella dedicata ai costumi e alle usanze, descritte con partecipata passione e con la consapevolezza di raccontare una civiltà senza tempo e dalle origini misteriose, così come testimonia la parte dedicata alla descrizione delle tombe di giganti e delle "perdas fittas", o degli "idoletti sardi", cioè dei misteriosi bronzetti, che egli cerca comunque di spiegare alla luce della sua cultura classica.
Dei sardi lo colpiscono l'innata ospitalità, la ritualità all'interno di una fortissima fede e devozione, la forza e il coraggio; più che cedere - come molti - all'evidenza di un'arretratezza facile da sottolineare, cerca di motivarne le cause. Il risultato è un'imponente opera di circa mille pagine, un'indagine che attraverso l'Inghilterra è divenuta patrimonio dell'intera Europa.

OPERE

L'isola di Sardegna vol. I

L'isola di Sardegna vol. II

elenco completo