Enrico Costa

L'interesse per il romanzo storico, in Sardegna, continua a essere molto vivo così come la ricerca dell'identità e delle radici. Emblematica, a questo proposito, è l'opera di Enrico Costa. Nasce a Sassari nel 1841 e lavora dapprima come impiegato presso il Comune, poi come archivista, attività che svolge con passione. Il suo amore per la narrativa lo spinge a cimentarsi nella scrittura. Temperamento eclettico e dotato di una fervida curiosità intellettuale, ha una produzione che abbraccia diversi campi: documentario, narrativo, poetico e storico. Quanto al primo, è notevole l'opera "Costumi Sardi", scaturita da un'approfondita indagine sul folclore isolano. Tra i romanzi che più hanno contribuito a farlo conoscere si segnalano "Giovanni Tolu", scritto sulle memorie dettategli personalmente dal leggendario bandito logudorese, e "Il muto di Gallura", anch'esso evocante una figura di torva grandezza. Non sempre curati nella prosa, ma arguti nel gusto popolaresco, questi romanzi ebbero molti estimatori. La stessa Grazia Deledda amava definirsi "discepola ammiratrice e seguace" del loro autore. Costa pubblica anche la raccolta poetica "In autunno", ma viene ricordato perché diede il meglio di sé in campo storico, con la monumentale opera "Sassari". Il volume, dedicato all'amata città natale, gli costa trent'anni di lavoro. Lo pubblica fra il 1884 e il 1909 e lo completa, sulla base dei manoscritti, nel 1937. Esso fu lodato da qualificati storici come Arrigo Solmi. Enrico Costa muore nella sua città natale nel 1909.

OPERE
Il muto di Gallura
La bella di Cabras
Rosa Gambella
Giovanni Tolu

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