Giuseppe Delitala y Castelvì

Particolarmente integrato nella cultura spagnola fu il poeta barocco Giuseppe (o José) Delitala y Castelvì, che nasce a Cagliari nel 1627 e vi muore nel 1703. Discendente da una delle famiglie più potenti dell'aristocrazia isolana, all'età di quindici anni lascia la Sardegna e inizia il servizio militare in Spagna raggiungendo il grado di colonello. Viene nominato amministratore della Tanca Regia, votata all'allevamento equino di alto livello, poi governatore del Capo di Cagliari e di Gallura e, per un breve periodo, viceré reggente nell'interregno tra i viceré Fuensalido e Monteleone. È un buon conoscitore della cultura e letteratura spagnola e, in particolare, di Quevedo per il quale nutre una sconfinata ammirazione. Con la sua opera "Cima del monte Parnaso espaňol con la tres musas castellanas, Calliope, Urania y Euterpe...", pubblicata a Cagliari nel 1627), mette in atto il neanche tanto segreto proponimento di completare e proseguire l'opera dello stesso Quevedo. L'uscita quasi contemporanea a Madrid di un'opera simile annulla l'interesse che la sua opera avrebbe potuto suscitare nel mondo letterario iberico.
Delitala Castelvì, buon verseggiatore e padrone della lingua castigliana, è considerato un poeta meritevole di essere ancora letto. Ama particolarmente i temi della cultura barocca che andavano per la maggiore in quel periodo. Abbastanza conosciuta è la sua composizione "Montaňas de Cerdena" dove dimostra di essere un notevole poeta sardo in lingua castigliana.

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