Salvatore Vidal

Salvatore Vidal (1620-1690) è lo pseudonimo di un padre osservante francescano di Maracalagonis, il cui vero nome era Giovanni Andrea Contini. Egli scrisse in sardo, latino, toscano e spagnolo, e viaggiò molto, in lungo e in largo, per i conventi del suo Ordine disseminati in Spagna e Italia. Pare che fosse anche un esperto di lingue orientali, e considerato uno degli uomini più colti del suo tempo. Scrisse opere di diversa natura tra cui la "Madriperla serafica della vita e miracoli del B. Salvatore de Horta", il "Clipeus aureus excellentiae callaritane", l'"Urania sulcitana" in difesa ed esaltazione della lingua sarda.
Le sue opere furono pubblicate quasi tutte nella Penisola Italiana e il suo interesse per la lingua sarda manifesta che nell'isola esistevano comunque correnti culturali che in qualche modo contrastavano l'ispanizzazione totale delle classi dirigenti, e si ponevano il problema di quali fossero le vere esigenze dell'isola. Nelle sue forti polemiche si scontrò con Francesco Angelo De Vico, autore di opere storiche e di manuali di diritto, reo, secondo il Vidal, di avere una visione troppo campanilistica della storia e della realtà sociale dell'isola. La polemica tra i due diede luogo a un duello fatto di accuse pesanti, risposte altrettanto grevi e pubblicazioni a smentita di una o dell'altra tesi. Una vicenda di contrapposizione personale e culturale unica per quei tempi nell'isola. Famosa è rimasta l'accusa di "camaleontismo", rigettata e ribaltata poi dal Vidal.

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