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Arborea, Città di fondazione

Arborea, municipio Arborea, municipio
Come arrivare
Arborea è nel versante O della Sardegna, a S di Oristano.

Il contesto ambientale
Arborea è al centro della vasta bonifica della zona a S di Oristano.

Descrizione
Arborea nasce come Villaggio Mussolini, inaugurato dal re Vittorio Emanuele III nel 1928, ma due anni dopo l'inaugurazione divenne comune con il nome di Mussolinia per prendere il nome attuale nel 1944 in seguito alla caduta del fascismo.
La cittadina è strettamente collegata alla grandiosa operazione di bonifica delle paludi oristanesi ed è uno dei molti progetti predisposti prima della grande guerra, cominciato almeno dal 1911 nelle aspirazioni e nei propositi di un deputato di Terralba, Felice Porcella. Fu poi la Società Bonifiche Sarde, con l'ingegnere Giulio Dolcetta e con l'iniziativa finanziaria della Banca Commerciale del gruppo Bastogi, a realizzare l'impresa con un vastissimo movimento di uomini e mezzi.
Si trattava di un intervento ampio e complesso mirante a razionalizzare il territorio, soprattutto per la campagna e le sue potenzialità produttive. Oltre all'intervento di bonifica, che via via recuperava ettari da coltivare e da irrigare con le due idrovore appositamente predisposte per la "redenzione" delle terre, fu realizzata una serie di villaggi rurali che ebbero poi nella località Alabirdis il centro di servizio, battezzato appunto Villaggio Mussolini.
Era una aggregazione di edifici privi di un vero disegno urbanistico e ruotanti intorno alla chiesa dominata da un campanile dove campeggiava la significativa scritta RESURGO.
L'edificio religioso, dedicato al Redentore, occupa il lato breve della piazza, mentre tutte le altre costruzioni si collocano perpendicolarmente: su un lato le scuole elementari e una casa bifamiliare per gli impiegati, sull'altro la locanda del Gallo Bianco e il palazzo dei negozi. Di fronte il municipio con la casa del direttore della bonifica e l'edificio della S.B.S.
Tutti questi edifici presentano un'architettura dai caratteri vagamente "montani" e pittoreschi in una zona completamente piatta come la bonifica di Sassu. Questo linguaggio è utilizzato anche nel recinto del cimitero con fasce bicrome e torricini con tetti a spiovente di gusto storicista. Tranne la chiesa, progettata da G. Bianchi e terminata nel 1928, gli altri edifici furono realizzati su progetto dell'ingegnere Carlo Avanzini, scomparso prematuramente nel 1932.
Dal punto di vista architettonico, quindi, vi fu un mutamento con la serie di opere progettate dall'ingegnere Giovanni Battista Ceas secondo un linguaggio ormai razionalista: la casa del balilla e la casa del fascio, e, poco dopo, la caserma della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale, però meno interessante.
Si può segnalare infine la tarda Casa del cooperatore, inaugurata ormai nel 1960, opera di un quarto progettista, l'ingegnere di origine dalmata Nino Cerlienco, che presenta un linguaggio semplice, ma ormai superato, basato sull'uso della trachite locale e sulla dispersione di frammenti di basalto scuro nel corpo di una muratura pesante.

Storia degli studi
Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia relativa alla scheda nel volume della "Storia dell'arte in Sardegna" sull'architettura otto-novecentesca (2001).

Bibliografia
M. Vinelli, "Mussolinia, nuovo Comune di Sardegna", in Mediterranea, 4, 1931, pp. 6-19;
S. Rattu, "Mussolinia di Sardegna", in Urbanistica, 1, 1939, pp. 40-46;
R. Mariani, Fascismo e "città nuove", Milano, Feltrinelli, 1976;
R. Martinelli-L. Nuti, "Città nuove in Sardegna durante il periodo fascista", in Storia Urbana, II, 1978, 6, pp. 291-324;
P. Ibba, "Le prime esperienze del razionalismo in Sardegna. La città nuova di Mussolina", in Studi Sardi, XXVIII, 1988-89, pp. 443-457;
G. Pellegrini, "L'eccezione e la regola: Eclettismo, Macchinismo e Razionalismo nelle architetture di Mussolinia di Sardegna", in Studi Sardi, XXXI, 1997-98);
G. Pellegrini, "Mussolinia di Sardegna", in Le città di fondazione in Sardegna, a cura di A. Lino, Cagliari, Cuec, 1998, pp. 133-138;
Resurgo. Da Mussolinia ad Arborea: vicende e iconografie della bonifica, a cura di G. Pellegrini, Cagliari, Janus, 2000;
F. Masala, Architettura dall'Unità d'Italia alla fine del '900, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 2001, sch. 108;
Città di fondazione italiane 1928-1942, Latina, Novecento, 2005, pp. 251-259.



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