Porto Cervo, chiesa di Stella Maris

Porto Cervo, Chiesa di Stella Maris

Come arrivare
La Costa Smeralda si stende lungo il versante E della Sardegna, a N di Olbia.

Il contesto ambientale
Porto Cervo è il principale insediamento del Consorzio Costa Smeralda, nato nel 1962, che ha profondamente trasformato una zona della Gallura fino allora scarsamente popolata. I diversi insediamenti furono realizzati in funzione esclusivamente turistica mediante la progettazione e la realizzazione di un sistema definito e autosufficiente ai bisogni degli ospiti.
La passeggiata e la piazzetta sono i punti nodali dell'insediamento e presentano uno sviluppo sinuoso che si ripete nelle ville circostanti. Le costruzioni sono inserite nella natura e caratterizzate da pareti esterne lasciate a rustico, angoli volutamente non regolari, intonaci impastati con granito macinato e pigmenti naturali, legname non finito, secondo le regole di un'architettura solo apparentemente ''spontanea'', basata anche sulla funzione decorativa di archi di pilastri irregolari.

Descrizione
La chiesa di Stella Maris, realizzata tra il 1968 e il 1969 su progetto dell'architetto Michele Busiri Vici, si basa su uno stile ''mediterraneo'', pur rispettando la tradizionale divisione in tre navate. Il campanile tondeggiante continua l'andamento curvilineo, definito all'esterno dalle cappelle fino alla facciata, preceduta da un porticato retto da megaliti. Anche l'uso di queste pietre, peraltro tipico dell'isola, è del tutto fuori contesto, secondo la pratica ''smeraldina'' di una rilettura dell'edilizia nata dalla mediazione di una cultura ''diversa'' da quella corrente. Alcuni dettagli sono comunque di grande suggestione, come la pavimentazione a dischi irregolari di granito o le sculture e gli arredi di Luciano Minguzzi.

Storia degli studi
Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia relativa alla scheda nel volume della ''Storia dell'arte in Sardegna'' sull'architettura otto-novecentesca (2001).

Bibliografia
F. Masala, Architettura dall'Unità d'Italia alla fine del '900, collana ''Storia dell'arte in Sardegna'', Nuoro, Ilisso, 2001, sch. 167.