Bitti, museo della civiltà contadina

Bitti, Museo della Civiltà Pastorale e Contadina

Tipologia: Etnografia e antropologia

Informazioni
Indirizzo: via Goffredo Mameli, 52 - 08021 Bitti
Tel. +39 0784 414314
Cell. +39 333 3211346
Ente titolare: Comune di Bitti
Ente gestore: Società Cooperativa Istelai
Orari:
invernale
MA-DO 09:30-12:30 e 14:30-17:30
estivo
MA-DO 09:30-12:30 e 15:30-18:30
Biglietto:
Intero - euro 2,50 - adulti
Ridotto - euro 2,00 - scolaresche e gruppi di almeno 9 persone
Ridotto - euro 1,50 - adulti oltre 65 anni e disabili
Cumulativo intero - euro 5,00 - adulti per visita al Museo della Civiltà Pastorale e Contadina, Museo Multimediale del canto a tenore e al complesso nuragico di Romanzesu
Cumulativo ridotto - euro 3,00 - adulti oltre 65 anni, disabili, scolaresche e gruppi di almeno 9 persone, per visita al Museo della Civiltà Pastorale e Contadina, Museo Multimediale del canto a tenore e al complesso nuragico di Romanzesu
Gratuito - minori sino agli 11 anni
E-mail: coop.istelai@tiscali.it
Sito web: www.romanzesu.sardegna.it/musei/museo-della-civilta-pastorale-e-contadina.html
Facebook: it-it.facebook.com/Museo

Il museo
Il Museo è ospitato nelle sale di una casa che riproduce l'antica architettura locale, caratterizzata dal portico e dalle scale in granito, dal pavimento e dal soffitto in legno. È ubicato in un angolo appartato del paese, nell'antico quartiere di Monte Mannu, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale. Offre un prezioso viaggio nella memoria tra strumenti di lavoro d'altri tempi, oggetti della vita quotidiana di pastori, contadini, artigiani e massaie.
Una parte dell'esposizione, articolata su due piani, è dedicata al ciclo della panificazione, un'attività affidata alle donne, che provvedevano alla produzione del "pane carasau", che rappresentava la maggiore fonte di sostentamento per i contadini e i pastori.
Utensili di fogge diverse, aratri, falci, e un maestoso carro rendono memoria del faticoso lavoro di pastori e contadini.
Altri spazi sono riservati alle botteghe del calzolaio e del fabbro con l'esposizione di arnesi ormai dimenticati che mostrano ritmi e consuetudini degli artigiani d'un tempo.
Uno spazio importante è dedicato all'arte femminile per eccellenza, la tessitura delle coperte, qui denominate "sas vrassatas". Queste coperte erano il frutto di un lavoro paziente e discreto di mani esperte, abituate alle fatiche del telaio orizzontale.
Un'altra parte della casa-museo ripropone la zona abitativa della famiglia, dov'è possibile apprezzare tutti quegli oggetti e pezzi d'arredamento che ne suggeriscono un uso più familiare. Sono presenti, infatti, le riproduzioni fedeli di un salotto antico, la cosiddetta "Istanzia 'e Vonu", della cucina e della camera da letto.

Perché è importante visitarlo
Particolarmente rilevante è l'esposizione di un antico telaio verticale che veniva usato per la tessitura delle coperte tradizionali, "sas vrassatas Bittese".

Servizi
Visite guidate.