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Bidonì, Museo S'omo 'e sa Majarza

Bidonì, museo Bidonì, museo
Informazioni
Indirizzo: via Monte 9, 09080 Bidonì; telefono: 0783 69044 (Comune), 348 3943842 (cooperativa Polis)
Ente titolare: Comune di Bidonì
Gestione: Polis Società Cooperativa Servizi Sociali e Turistici, via Savoia 49, 09080 Boroneddu
Orari: visite su richiesta
Biglietto: € 3 (intero), € 2 (ridotto e gruppi)
Esenzione biglietto: disabili e accompagnatori, bambini che hanno meno di 6 anni
Sito internet: www.polisardegna.com
e-mail: info@polisardegna.com

Il museo
Il Museo S'Omo 'e sa Majarza ("La casa della strega"), nella sede del vecchio Municipio ristrutturato, è dedicato alla stregoneria, al diavolo e agli esseri fantastici delle leggende della Sardegna.
Un tema affascinante, trattato con serietà e accuratezza. Un'approfondita ricerca storica ha consentito di incentrare la scelta grafica su xilografie di streghe e diavoli, datate tra XIV e XVI secolo, che coinvolgono emotivamente il visitatore e lo introducono nel mondo delle credenze popolari e delle più terribili maledizioni.
Il percorso museale, unico nel suo genere in Sardegna e uno dei pochi in Italia, parte dalle divinità dei morti dei Romani, arriva all'Inquisizione e al "Malleus Maleficarum", il libro pubblicato nel 1486 che diventerà la guida in tutti gli interrogatori per stregoneria. Il "Malleus" fornì le basi teologiche per le torture più crudeli che portarono alla morte di migliaia di innocenti, soprattutto donne, accusate di stregoneria e di malefici.
All'interno del museo il visitatore ha la possibilità di compiere una sorta di viaggio spazio-temporale che lo condurrà in una dimensione suggestiva di antiche storie, racconti di "janas" (esseri mitici della tradizione sarda), folletti, diavoli e streghe in un crescendo di magia, fascino e mistero.
Il museo conserva amuleti e portafortuna contro il malocchio, pozioni e sortilegi contro varie malattie e malefici come "sa mixina de s'ogu" e "sos fattuggios". In un angolo si scopre, poi, l'inquietante figura de "sa Filonzana", una donna vestita di nero che tiene tra le mani un fuso e che simboleggia il sottile filo della vita che può spezzarsi in qualsiasi momento.

Perché è importante visitarlo
Tra le proposte più suggestive del museo è la ricostruzione dell'antro di una strega sarda del Cinquecento, tale Julia Carta di Siligo, tenuta prigioniera tra il 1596 e il 1606 e sottoposta a torture presso le carceri dell'Inquisizione di Sassari. È custodito anche "su carru de sos mortos" che, nelle antiche credenze popolari, avanzava, cigolando, per trasportare le anime dei defunti. Poiché il carro poteva esser visto solo da chi doveva morire entro l'anno, incuteva terrore anche soltanto pronunciarne il nome.

Servizi
Esiste un servizio di visita guidata compreso nel prezzo del biglietto. È previsto un percorso didattico soprattutto per bambini. È aperto il bookshop dove si possono trovare testi sulle streghe e la magia, e la guida del museo, intitolata "Majarza", che racconta delle streghe nella cultura sarda. Non esistono barriere architettoniche. Il museo organizza escursioni nel territorio e visite al Museo della fiaba sarda di Boroneddu, alla diga di Santa Chiara di Ulatirso, alle domus de janas, alle chiese e ai novenari campestri di Sorradile e Nughedu Santa Vittoria.
Patrimonio culturale della Sardegna