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Genoni, Fortificazioni puniche di Santu Antine

Come arrivare
Da Cagliari si segue la SS 131 fino a km 40, poi si prende la SS 197 sino a Nuragus e quindi si gira a s. seguendo per circa 3 km la strada per l'abitato di Genoni. Da questa località si raggiunge un grande serbatoio idrico a N/O del paese, visibile anche a distanza. Da questo punto si arriva, a piedi, in pochi minuti, alla spianata del Monte Sant'Antine, in località Santu Perdu, dove si trova la zona archeologica.

Il contesto ambientale
La fortificazione sorge sul Monte Sant'Antine, parte della giara di Gesturi isolatasi da questa per erosione. È in posizione strategica e domina l'area di transizione dalle fertili terre dell'Arborea e della Marmilla all'interno montuoso.

Descrizione
L'insediamento punico sorse nell'area di un precedente abitato d'età nuragica, poiché le strutture emerse dagli scavi testimoniano il riuso di diversi elementi strutturali dello stanziamento indigeno. Sono infatti attualmente visibili un recinto megalitico e un nuraghe riadattato ed inserito in un tracciato murario che appare ulteriormente circondato da una linea fortificata.
Questa segue il ciglio del monte e mostra nel suo tracciato quattro grandi torri esterne a pianta quadrilatera, molto ravvicinate.
Tra le torri campeggia quella E, il cui basamento fu utilizzato nel medioevo per erigervi una piccola chiesa. Il basamento è costruito in basalto, con una tecnica edilizia del tutto simile a quella delle fortificazioni puniche di Sulky, Monte Sirai ed Olbia. Questa struttura costituisce l'aspetto più appariscente e imponente della fortificazione punica, databile al IV secolo a.C.
Altro importante elemento è un pozzo di probabile età nuragica e di probabile uso sacro, posto a m 70 a O del torrione quadrangolare. Il pozzo è costruito con conci ben modellati in calcare e vulcanite, ha la notevole profondità di circa 30 m e ha restituito una grande quantità di materiali d'età nuragica, punica e romana.

Storia degli scavi
Il sito fu interessato da esplorazioni topografiche tra il 1968 e il 1970. Nel 1982 fu effettuato un intervento di scavo ad opera di Francesco Guido.

Bibliografia
G. Lilliu "Relazione generale", in Atti del XIII congresso di Storia dell'Architettura (Sardegna) (Cagliari, 6-12 aprile 1963), Roma, 1966, pp. 26-89;
F. Barreca, "Genoni (Nuoro). Loc. Sant'Antini", in I Sardi. La Sardegna dal paleolitico all"età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, p. 201;
F. Guido, "Genoni località di Sant'Antine. Fortificazione punica: il pozzo", in Bollettino d'Archeologia, 13-15, 1992, p. 208;
F. Guido, "Figure in bronzo dal pozzo di Santu Antine", in Phoinikes B Shrdn. I Fenici in Sardegna: nuove acquisizioni, catalogo della mostra (Oristano, Antiquarium arborense, luglio-dicembre 1997), a cura di P. Bernardini-R. D'Oriano-P.G. Spanu, Cagliari, La Memoria Storica, 1997, pp. 63-64.
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