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Nuoro, antica chiesa delle Grazie

Come arrivare
Dalla SS 131 si giunge al bivio per Nuoro per proseguire, dopo lo svincolo, per circa 4 km fino ad arrivare in città. Percorrendo via la Marmora si arriva nella grande piazza dove sorge la nuova chiesa delle Grazie; in pochi metri, proseguendo nell'omonima via, si arriva nella piazzetta dove si trova l'antico santuario.

Il contesto ambientale
La chiesa sorge nel rione di Seuna, che assieme a quello di San Pietro diede origine al centro storico di Nuoro.

Descrizione
Il 22 ottobre 1679 Francesco Lopez de Urraca, vescovo di Alghero, concedeva a Nicolau Ruju Manca la "permissione di poter fabbricare una chiesa in onore della Vergine delle Grazie di Nuoro". Comincia con quest'atto ufficiale la storia della chiesa delle Grazie, edificio che è da considerarsi tra i più rilevanti della città di Nuoro.
Il santuario, costruito alla periferia dell'abitato, sul pendio che digrada verso la vallata di Mughina, è orientato secondo un'asse N/S e in passato si elevava sopra le modeste abitazioni del rione di Seuna. Attorno alla chiesa sorgevano altri locali, tutti beni che il fondatore nel suo testamento lasciò come patrimonio ecclesiastico; queste proprietà intorno al 1720 passarono ai Gesuiti che vi istituirono una loro residenza.
Per quasi duecento anni l'edificio, pur attraverso varie vicende, fu sempre un punto vitale di riferimento per la città. All'inizio del Novecento, per il consistente incremento demografico, i Padri Giuseppini manifestavano la volontà di costruire un edificio più grande. Per l'antico santuario iniziò un lungo abbandono, caratterizzato da interminabili lavori di restauro e dall'espansione edilizia che hanno purtroppo soffocato e modificato i rapporti tra l'edificio e il contesto urbanistico.
La chiesa è realizzata in pietrame di pezzatura irregolare legato con malta di calce. Lo schema strutturale è semplicissimo: aula mononavata voltata a botte, presbiterio quadrato, stretto e sopraelevato, tre altari per lato che sostituiscono le cappelle. Una doppia cornice dentellata e fortemente aggettante percorre tutta la navata, richiamando caratteri tipici dell'architettura gesuitica. L'esterno è caratterizzato da un grande rosone e da un portale di forme prevalentemente rinascimentali, costituito da due semicolonne sulle quali poggia un doppio architrave modanato, sormontato da un timpano triangolare dov'è l'iscrizione commemorativa della chiesa. Le semicolonne poggiano su bassi plinti addossati alle parete mentre gli stipiti sono decorati con figure zoomorfe che rimandano al linguaggio decorativo gotico-catalano. La connotazione popolare della chiesa è particolarmente evidente nel prospetto che si affaccia su via delle Grazie, contraddistinto da loggette che interrompono, alleggerendolo, il volume massiccio della costruzione.
All'interno, durante i lavori di restauro del 1982, furono scoperte delle tempere murali settecentesche. Le pitture occupano tutta la superficie delle pareti, della volta e dell'arcone che separa il presbiterio dall'aula. Sono caratterizzate da uno stile sintetico e popolaresco, con cui si estrinseca un progetto di catechesi anche attraverso un'attenta scelta della gamma cromatica. Pochi i colori utilizzati: verde, rosso, ocra, che ripetendosi e alternandosi nel ciclo pittorico e nelle cornici ben si armonizzano agli elementi già presenti. Appare evidente il legame stilistico con la pittura degli Are, sulla base del confronto tra le tempere di Nuoro e quelle di Orani, Fonni, Tonara. Le affinità tra i cicli si colgono sia nell'impostazione spaziale e compositiva, sia nella scelta cromatica, sia nella consuetudine di utilizzare spesso cartigli con funzione didascalica.

Storia degli studi
La chiesa è stata studiata solo dopo il recente restauro.

Bibliografia
M.G. Scano, Pittura e scultura del '600 e del '700, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1991;
F. Dini, La chiesa delle Grazie, Nuoro, 2001.