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Sanluri, chiesa di Nostra Signora delle Grazie

Sanluri, Nostra Signora delle Grazie Sanluri, Nostra Signora delle Grazie
Come arrivare
La cittadina di Sanluri si trova a 45 km da Cagliari ed è raggiungibile dalla SS 131. La chiesa di Nostra Signora delle Grazie sorge in via Carlo Felice, nell'abitato, di cui è parrocchiale.

Il contesto ambientale
Sanluri si estende tra il Campidano e la Marmilla in un territorio prevalentemente collinare, ricco di insediamenti a partire dall'età preistorica. Nel Medioevo fu teatro di importanti avvenimenti, specie nel quadro della guerra fra l'Arborea e l'Aragona. La parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie è a poca distanza dal castello.

Descrizione
La parrocchiale dedicata alla Vergine delle Grazie sorge sui resti di una chiesa risalente al XVI secolo, di cui si conserva solo la parte inferiore del campanile, inglobata nella ristrutturazione avvenuta a fine Settecento.
L'architetto Carlo Maino nel 1776 ricevette l'incarico di elaborare un progetto di ristrutturazione della chiesa, ormai troppo piccola e vecchia per una popolazione in continuo aumento. Su disegno del Maino, collaboratore dell'architetto regio Giuseppe Viana, furono ricostruite la zona presbiterale e la cupola.
La chiesa, di tipo tardobarocco, fu ultimata tra il 1792 ed il 1794, su disegni e calcoli del regio misuratore Gerolamo Massei, che apportò ulteriori trasformazioni ed ampliamenti.
Nella parte inferiore dell'imponente facciata, fra quattro coppie di paraste con capitelli ionici e motivi decorativi tipicamente piemontesi, sono collocati il grande portale centrale, con timpano ad ali spezzate sorretto da colonne, e altre due porte laterali, incorniciate da delicate modanature e sovrastate da nicchie vuote.
Una cornice aggettante divide il primo dal secondo ordine nel quale, in corrispondenza col portale centrale, si inserisce una semplice finestra sormontata da fastigio sormontato da una mensola sporgente. In cima alla facciata spiccano tre edicole, di cui quella centrale, più alta e delimitata ai lati da volute, si conclude con un timpano.
La torre campanaria, a pianta quadrata, si eleva sul lato destro, leggermente arretrata rispetto al prospetto. Nella parte originaria di tipo gotico-catalano, le aperture ogivali sono sormontate da archetti pensili mentre la sovrastante cella campanaria, tardobarocca, è conclusa da un cupolino ottagonale.
L'interno è a pianta longitudinale divisa in tre navate e transetto, alle cui testate si aprono due cappelloni dedicati a Sant'Antonio da Padova e San Sebastiano. All'incrocio dei bracci, su un alto tamburo poligonale, è impostata la cupola.
Nella chiesa si conserva il Retablo di Sant'Anna, polittico tardocinquecentesco dipinto a tempera su tavola.

Galleria fotografica
  • Presbiterio
  • Interno


Storia degli studi
La chiesa è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Salvatore Naitza sull'architettura tardoseicentesca e purista (1992).

Bibliografia
A. Cavallari Murat, "L'architettura del Settecento in Sardegna", in Atti del XIII congresso di Storia dell'architettura. Sardegna, Roma, 1963;
V. Mossa, Dal Gotico al Barocco in Sardegna, Sassari, Carlo Delfino1982;
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al Classicismo purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 30;
L. Mocci, Testimonianze artistiche nella Sanluri medioevale e moderna, Oristano, S'Alvure, 2002;
I gioielli dell'architettura religiosa. Storia, restauri e arredi dallo stile romanico a quello classico, a cura di N. Rossi-S. Meloni, Dolianova, Grafica del Parteolla, 2005.
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