Nuoro, cattedrale di Santa Maria della Neve

Nuoro, cattedrale di Santa Maria della Neve

Come arrivare
Si percorre la SS 131 e si esce al bivio per Nuoro cui si giunge dopo circa 4 km. Giunti ai giardini pubblici si prosegue dritti per qualche metro e si arriva in cattedrale. La chiesa si trova nell'omonima piazza.

Il contesto ambientale
Nuoro è un centro di antica origine ma di formazione urbana recente. La cattedrale è nel centro, sul colle che i Nuoresi chiamano "sa tanchitta", appartato rispetto ai quartieri storici di Seuna e di San Pietro.

Descrizione
La cattedrale di Santa Maria della Neve sorge sull'area di un'antica chiesa che il vescovo Giovanni Maria Bua decise di ricostruire, benedicendo nel 1835 la prima pietra.
Numerose le vicende che rallentarono i lavori: nel 1840 morì il progettista fra Antonio Cano, cadendo da un ponteggio allestito nella fabbrica; dopo poco tempo morì anche Bua. Solo nel 1846 i lavori vennero ripresi sotto la direzione del sassarese Vittorio Fogu, lo stesso che dieci anni prima aveva portato a termine la costruzione dei cappelloni del transetto nel duomo di Oristano. Nel 1853 monsignor Zunnui-Casula poté benedire la nuova cattedrale.
L'edificio, maestoso, domina una vasta piazza. Il prospetto timpanato presenta ai lati due campanili gemelli. La facciata è segnata da quattro monumentali colonne in granito sormontate da capitelli ionici che sorreggono una semplicissima trabeazione e si conclude con un timpano triangolare che richiama suggestioni palladiane, tanto care al progettista Antonio Cano.
I fianchi esterni sono caratterizzati dal disegno sinuoso delle absidi delle cappelle laterali, con chiari riferimenti borrominiani.
L'interno ha un'unica navata coperta con volta a botte con ampie finestre da cui entra una buona luce, che crea effetti chiaroscurali tipici del Cano. Tre cappelle per lato, absidate e coperte con piccole volte emisferiche, comunicano tra loro attraverso arconi. Si creano così tre navate e viene tracciata una pianta a croce sebbene non esista una crociera con relativa cupola. La trabeazione accentua gli effetti chiaroscurali.
Il presbiterio, sopraelevato, è caratterizzato da una struttura in cui dominano rigorose geometrie, con un alternarsi del marmo bianco e delle specchiature policrome unite a festoni dorati.

Galleria fotografica


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Storia degli studi
La chiesa è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Salvatore Naitza sull'architettura tardoseicentesca e purista (1992).

Bibliografia
C. Maltese-R. Serra, "Episodi di una civiltà anticlassica", in Sardegna, Venezia, 1969;
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al Classicismo purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 78;
Consulta Beni Culturali Ecclesiastici. Itinerari della fede in terra di Nuoro, Nuoro, 2000.

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