Guspini, chiesa di San Nicola di Mira

Guspini, chiesa di San Nicola di Mira

Come arrivare
Si lascia la SS 131 all'altezza di Sanluri, imboccando la 197 e percorrendola per circa 25 km fino a Guspini, nel cui abitato sorge la chiesa.

Il contesto ambientale
Guspini, nel Medio Campidano, è nota per la vicinanza al bosco Gentilis e alla cava di basalto a colonne verticali, oltre che per la presenza di numerosi siti archeologici. La parrocchiale di San Nicola, vescovo di Mira, si trova nell'abitato, al di sopra di un poggio naturale rinforzato da bastioni, raggiungibile attraverso una scalinata in granito.

Descrizione
La parrocchiale guspinese di San Nicola si contraddistingue per il bel rosone che campeggia nella facciata, scenograficamente affacciata sul piazzale principale del paese.
I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1611, in seguito a una raccolta di fondi, con l'ordine del rettore Antiogo Uda ai picapedrers Giovanni Antonio Pinna e Antiogo Flores. Tra il 1625 ed il 1630 l'edificio fu portato a compimento e utilizzato nel pieno delle sue funzioni di parrocchiale.
San Nicola si presenta come una fabbrica composita, a causa di interventi succedutisi negli anni: originariamente la chiesa doveva essere a croce latina "immessa", con copertura lignea. A metà del XVII secolo furono aperte quattro cappelle, due per ogni lato, seguite dalla costruzione del campanile, terminato nel 1723, a pianta quadrata e terminazione piana, e di altre cappelle per un numero complessivo di otto. La copertura lignea lasciò il posto a una volta a botte sostenuta da sottarchi.
L'interno della chiesa si presenta come una fusione perfetta di elementi tardogotici e rinascimentali, mescolati in uno stile eclettico tipico del Seicento isolano. Sono significativi i decori degli archi a tutto sesto delle cappelle e del presbiterio, con losanghe e rosoni in una griglia geometrica.
La facciata ha terminazione piana, ornata da una serie di merli a pettine; al centro si trova il portale, elemento davvero originale di tutto il complesso. L'ingresso della chiesa infatti si presenta inquadrato da una sottile cornice che termina in un arco simile a quelli a ferro di cavallo, mediato tuttavia dall'arco a sesto acuto; nei vertici superiori della cornice si collocano due nicchie ospitanti due teste marmoree poggianti su un capitello con decorazione fitomorfa. Una terza testa doveva collocarsi al culmine dell'arco sovrastante il portale.
Nella parte alta della facciata si trova il rosone, racchiuso da una cornice lavorata, con un decoro a traforo molto fitto che lo avvicina alla tipologia dei rosoni catalani, poco diffusi nell'isola rispetto alla maggioranza assimilabile a modelli provenienti dal meridione della penisola italiana.

Galleria fotografica


Storia degli studi
La storia degli studi parte dalla voce "Guspini" di Vittorio Angius, nel "Dizionario" del Casalis (1841). Solo nel secolo successivo la chiesa viene organicamente studiata, grazie alle fonti documentarie che ne chiariscono la cronologia. Citata negli studi di Corrado Maltese e Renata Serra (1969) e di quest'ultima e Giorgio Cavallo (1974), nel 1992 viene collocata nel XVII secolo da Edmondo Locci. Concorda con questa datazione la scheda contenuta nel volume di Francesca Segni Pulvirenti e Aldo Sari sull'architettura tardogotica e di influsso rinascimentale (1994).

Bibliografia
V. Angius, "Guspini", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, VIII, Torino, G. Maspero, 1841, pp. 299-308;
A. Florensa, "La posizione del gotico in Sardegna (Relazione generale)", in Atti del XIII Congresso di Storia dell'architettura, Sardegna, I, Roma, 1966, pp. 213-223;
C. Maltese-R. Serra, "Episodi di una civiltà anticlassica", in Sardegna, Venezia, 1969, p. 314;
R. Serra-G. Cavallo, "Il santuario di San Mauro a Sorgono (Nuoro)", in Studi Sardi, XXIII, 1974, p. 241, p. 246, nota 9, nota 28 bis;
R. Serra, "L'architettura sardo-catalana", in I Catalani in Sardegna, a cura di J. Carbonell-F. Manconi, Cinisello Balsamo, Amilcare Pizzi, 1984, pp. 125-154;
E. Locci, Guspini. Storia civile e religiosa di un popolo, Oristano, 1992, pp. 39-215;
F. Segni Pulvirenti-A. Sari, Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1994, sch. 68.