Sassari, chiesa di San Pietro di Silki

Sassari, Chiesa di San Pietro di Silki

Come arrivare
Dalla piazza Sant'Agostino si prende il viale S. Pietro, lungo il quale si succedono le cliniche della Facoltà di Medicina e dell'Università; voltando a d. nel viale delle Croci, si arriva alla piazza dove sorge il complesso conventuale.

Il contesto ambientale
Collocata alla periferia della città di Sassari, in quella che un tempo era aperta campagna, la chiesa si affaccia su un ampio piazzale, cui si accede da un lungo viale che fiancheggia le mura dell'oliveto del convento.

Descrizione
La fondazione della chiesa e dell'abbazia delle Benedettine ad essa annessa, secondo quanto testimonia il "Libellus Judicum Turritanorum", andrebbe collocata tra il 1065 e il 1082, durante il giudicato di Mariano I de Lacon Gunale. Dell'edificio romanico rimangono solamente i primi due ordini inferiori del campanile, opera di maestranze attive nell'isola nel XIII secolo, e alcuni tratti dell'aula mononavata.
Verso la fine del XVI secolo iniziarono i lavori di ristrutturazione del complesso, ormai passato alla gestione dei Minori Francescani già dalla metà del secolo precedente. Si conclusero entro il 1641, stando alla data incisa sull'architrave della porta di ingresso al chiostro. Ma già prima furono realizzate delle modifiche alla chiesa, a cominciare dall'aggiunta nel 1473-75 della cappella della Madonna delle Grazie (la prima a N), secondo la tradizione eretta in seguito al ritrovamento miracoloso del simulacro della Vergine, durante una predica tenuta da fra Bernardino da Feltre nel piazzale antistante l'edificio. Verso la metà del '500 furono edificate le altre due cappelle laterali. La ristrutturazione seicentesca, responsabile dell'aspetto attuale dell'edificio, si concluse alla fine del secolo con il rifacimento della facciata, grazie ai lasciti del cagliaritano Antonio Mereu.
Sull'unica navata della chiesa si affacciano tre cappelle laterali di diverse dimensioni, tutte sul lato O dell'edificio; sull'altro lato, infatti è addossato quello che era l'antico monastero, oggi adibito a ricovero per anziani. La cappella della Madonna delle Grazie è coperta da una volta a crociera dotata di gemma pendula su cui è scolpita una Madonna con Bambino; vi si accede mediante un arco ogivale sorretto da pilastri polistili, culminanti in capitelli scolpiti con figure sacre, di gusto gotico-catalano. Nel rifacimento del XVII secolo la si ampliò con un vano di forma rettangolare, coperto da volta a vela, e con un altro voltato a botte che ospita un altare marmoreo. Le altre due cappelle sullo stesso lato, a pianta rettangolare, hanno rispettivamente copertura a botte e a crociera. Una quarta cappella si apre nel presbiterio sul lato E dell'edificio, coperta da una volta lunettata, e ospita un altare ligneo seicentesco che contiene una delle statue della Vergine più antiche dell'isola.
L'originaria copertura a capriate lignee dell'aula nel 1672 fu sostituita con una volta a botte lunettata. Una cantoria è ricavata sopra l'atrio d'ingresso.
La facciata della chiesa è divisa orizzontalmente in due ordini da una cornice e verticalmente da quattro paraste. Nelle tre sezioni così risultanti si aprono nella parte bassa tre arcate, di cui quella centrale con la cancellata di ingresso, e nella parte alta, corrispondente alla cantoria dell'interno, tre finestre rettangolari, due delle quali timpanate. Sopra l'arcata di ingresso trova posto lo stemma del Mereu, finanziatore del rifacimento della facciata, decorato con motivi fitomorfi di stampo tardomanieristico. Il coronamento è semicircolare, come nella chiesa sassarese di Gesù e Maria (oggi Santa Caterina).

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Storia degli studi
La chiesa è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Francesca Segni Pulvirenti e Aldo Sari sull'architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale (1994) ed è analizzata compiutamente in quello di Marisa Porcu Gaias sulla storia urbanistica e architettonica di Sassari (1996).

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Bibliografia
R. Salinas, "L'evoluzione dell'architettura in Sardegna nel Seicento", in Studi Sardi, XVI, 1958-59; C. Maltese, "Persistenza di motivi arcaici tra il XVI e il XVIII secolo in Sardegna", in Studi Sardi, XVII, 1959-61;
V. Mossa, Architetture sassaresi, Sassari, Gallizzi, 1988;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 110;
F. Segni Pulvirenti-A. Sari, Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1994, sch. 27, 83;
M. Porcu Gaias, Sassari. Storia architettonica e urbanistica dalle origini al '600, Nuoro, Ilisso, 1996;
A. Sari, "La chiesa e il convento di San Pietro di Silki nel panorama architettonico sassarese", in San Pietro di Silki, Sassari, 1998.