Pozzomaggiore, Chiesa di San Giorgio: San Giorgio e il drago

Pozzomaggiore, Chiesa di San Giorgio

Come arrivare
Da Sassari, dopo la stazione ferroviaria di Giave della linea Cagliari-Chilivani, si lascia la "Carlo Felice" per salire, a destra, lungo la statale 292 dir. in direzione di Cossoine e Pozzomaggiore.

Il contesto ambientale
Il borgo di Pozzomaggiore è adagiato su un altopiano basaltico a pascoli, costellato di nuraghi.

Descrizione
La parrocchiale di San Giorgio fu edificata tra il quarto e il quinto decennio del Cinquecento. La data più antica all'interno della chiesa è quella del 1551, riportata sulla lapide tombale di Elena de Leda.
Come per la chiesa di Santa Giulia di Padria (1520) che ne costituisce il riferimento immediato, il modello iconografico sembrerebbe il San Francesco di Alghero di cui riproduce la divisione dell'aula in cinque campate rettangolari voltate a crociera nervata con gemma pendula. Ma, a differenza di Alghero, il presbiterio è quadrato secondo la tipologia sardo-catalana.
I rapporti con Alghero si giustificano in quanto Pozzomaggiore era dal 1443 al 1578 feudo della famiglia de Ferrera di Alghero.
La capilla mayor è coperta con volta stellare costituita da sedici cordonature e cinque gemme pendule. Ai lati delle campate, divise da archi trasversi a sesto acuto su pilastri, si aprono tra i contrafforti, in tempi successivi, cappelle voltate a botte con arcate d'accesso a tutto sesto.
Il paramento è in conci solo nell'abside mentre per il resto volte e pareti sono in pietrame intonacato con membrature a vista.
La facciata, in conci di arenaria, ha contrafforti diagonali che formano con il piano del prospetto, al quale si raccordano con due volute, una sorta di quinta, scenograficamente messa in risalto dalla più tarda scalinata che evidenzia l'originario dislivello. È divisa in due ordini da una cornice ornata da un tralcio di vite. Sotto la cornice orizzontale si snoda un raffinato intreccio di archetti inflessi, caratteristici del Gotico fiorito, che, come una trina, gira nei contrafforti.
Il bel portale, con sottili semicolonne fra pinnacoli, arco a tutto sesto con conci lavorati a ventaglio, è ornato da gattoni e da un fiorone centrale.

Storia degli studi
La chiesa è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Francesca Segni Pulvirenti e Aldo Sari sull'architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale (1994).

Bibliografia
C. Maltese-R. Serra, "Episodi di una civiltà anticlassica", in Sardegna, Venezia, 1969;
V. Mossa, Dal Gotico al Barocco in Sardegna, Sassari, 1982;
F. Segni Pulvirenti-A. Sari, Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1994, sch. 39.

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