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Sassari, Frumentaria

Come arrivare
La piazza della Frumentaria è facilmente raggiungibile da via delle Muraglie, lato via Rosello.

Il contesto ambientale
Il complesso è all'interno delle mura storiche della città, nelle vicinanze di Porta Macello, settore cittadino dove nel XVI e XVII secolo si concentravano numerosi servizi di utilità pubblica, quali il Macello, la Pescheria e la Casa del peso.

Descrizione
La Frumentaria rappresenta una delle rare sopravvivenze dell'edilizia civile sassarese del Cinquecento. È il primo magazzino frumentario appositamente costruito in Sardegna per l'ammasso del grano acquistato a prezzo calmierato e conservato quale riserva in caso di guerra o carestia.
Le fasi costruttive sono due, come i corpi che compongono lo stabile: dal 1597 al 1598 si edificò il primo corpo, ma con il rifacimento della copertura avvenuto già nel 1600; dal 1607 al 1608 il secondo. Pertanto il magazzino si articola in due edifici contigui a due piani, simili sia per dimensioni sia per la pianta rettangolare, separati da una parete divisoria comune risultante dall'unione delle due pareti addossate l'una all'altra. I tetti sono a doppia falda e il canale di gronda scorre internamente al muro divisorio, per poi scaricare con un doccione al centro della facciata.
Nel prospetto su via delle Muraglie si aprivano quattro porte rettangolari, di cui quelle del secondo corpo, originali, hanno l'architrave poggiante su mensole e sono bordate da blocchi di pietra forte. Le finestre, dello stesso materiale, sono piccole e di forma irregolare quelle del piano inferiore, più grandi e regolari quelle del piano superiore. Sopra la porta a s. sono gli stemmi di Aragona e di Sassari, quest'ultimo eroso al punto d'esser quasi illeggibile. Lungo la fiancata di via Rosello si aprivano finestre rettangolari su entrambi i piani, più larghe che alte quelle del piano terreno.
All'interno, nel piano inferiore, sono quattro ambienti, due per corpo, sviluppati lungo l'asse longitudinale, coperti con volta a botte e comunicanti attraverso archi a tutto sesto aperti nelle spesse pareti rinforzate a scarpa. Nelle volte dei magazzini centrali erano delle piccole aperture quadrate che consentivano il passaggio del grano raccolto nei magazzini superiori. Il corpo costruito nel Seicento si differenzia da quello cinquecentesco per la presenza di arconi trasversali lungo le volte a botte. L'utilizzo di questo tipo di copertura non era più stata adottata in Sardegna fino al 1580, anno della riedificazione in forme rinascimentali della chiesa di Sant'Agostino, su disegno dell'architetto Giorgio Palearo Fratino; a Sassari fu accolto come elemento di novità importato dai Gesuiti (coperture simili infatti furono realizzate nell'abside e nella sagrestia della chiesa di Gesù e Maria - oggi Santa Caterina - attorno al 1587).
Attraverso una scala esterna e una porta con architrave retto da mensole con volute e intaglio a ovoli si accede ai locali del piano superiore, scanditi da arcate di ampiezza e altezza irregolari che sorreggono il tetto ligneo.
Il palazzo della Frumentaria continuò a svolgere la funzione di deposito del grano fino alla chiusura nel 1833; successivamente fu utilizzato come caserma (1852), come falegnameria (dal 1880) e quindi come magazzino. Attualmente, dopo un recupero concluso nel 2000, i suoi ambienti sono adibiti a spazio espositivo.

Storia degli studi
La Frumentaria è oggetto di sintetica scheda nel volume di Francesca Segni Pulvirenti e Aldo Sari sull'architettura tardogotica e rinascimentale in Sardegna (1994).

Bibliografia
E. Costa, Sassari, I, Sassari, 1909;
V. Mossa, Architetture sassaresi, Sassari, Gallizzi, 1965;
E. Costa, Archivio pittorico della città di Sassari (Diplomatico, Araldico, Epigrafico, Monumentale, Artistico, Storico), a cura di E. Espa, Sassari, 1976;
P. Cau, La Frumentaria di Sassari. Origine, costruzione e restauro del magazzino annonario sassarese, Sassari, 1993;
F. Segni Pulvirenti-A. Sari, Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1994, sch. 61;
M. Porcu Gaias, Sassari. Storia architettonica e urbanistica dalle origini al '600, Nuoro, Ilisso, 1996.