Cagliari, Palazzo dell'Università

Cagliari, Palazzo dell'Università

Come arrivare
Il palazzo dell'Università si trova nell'omonima via nel quartiere di Castello, tra il bastione San Remy e la porta dell'Elefante.

Il contesto ambientale
Il palazzo è nel quartiere storico che fu il fulcro del potere politico e religioso a Cagliari tra il XIII e il XIX secolo.

Descrizione
L'Università degli Studi di Cagliari fu istituita nel 1626. Nel Settecento l'amministrazione sabauda decise di assegnarle una nuova e dignitosa sede in vista dell'illuministico programma di riforma delle Università sarde voluto da Carlo Emanuele III e messo in atto dal suo Segretario di Stato per gli affari di Sardegna conte Bogino.
Il progetto fu affidato all'ingegnere militare piemontese Saverio Belgrano di Famolasco, impegnato in Sardegna dal 1761 al 1769 in opere di fortificazione dell'isola ma anche in edifici pubblici e privati. Egli ideò un centro culturale, costituito dall'Università, dal teatro e dal Seminario Tridentino, sul bastione del Balice, vicino alla torre dell'Elefante. Nel 1770 l'edificio universitario era già terminato, ma il progetto, conservato nell'Archivio di Stato di Torino, presenta notevoli differenze rispetto alla realizzazione. Il teatro, per esempio, che avrebbe dovuto essere al centro del lungo edificio e dotato di un grande porticato d'accesso, non fu mai costruito. Quanto alla parte destinata a Seminario, poi inglobata dall'Università, fu portata a termine nel 1778 dall'architetto militare piemontese Perini e successivamente ripresa da Giuseppe Viana.
Il palazzo si sviluppa in lunghezza e presenta in facciata una serie di finestre disposte regolarmente su tre piani. L'intera facciata è scandita verticalmente da alte lesene mentre lunghe cornici l'attraversano orizzontalmente. Nel secondo ordine le finestre sono tutte provviste di timpano mentre al piano inferiore sono sormontate da mensole lievemente aggettanti.
Al pianterreno si aprono due maestosi portali, di cui uno, più sobrio, inquadrato fra lesene con timpano ad ali spezzate, mentre l'altro, quello dell'ex Seminario, ha strombo segnato da marcate modanature tardobarocche in forte aggetto rispetto al prospetto.
Interiormente l'edificio si distingue per la presenza di uno spazioso atrio porticato, attorno al cortile interno da cui riceve luce attraverso le ampie vetrate che chiudono i loggiati. L'aula magna, con i dipinti murali di Filippo Figari, e il salone della biblioteca settecentesca, di cui si conservano gli arredi originali, sono gli ambienti più integri e apprezzabili per la qualità formale.

Galleria fotografica


Storia degli studi
Il palazzo è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Salvatore Naitza sull'architettura tardoseicentesca e purista (1992).

Bibliografia
R. Salinas, "Architetti piemontesi in Sardegna", in Atti del X congresso di storia dell'Architettura, Roma, 1959;
A. Cavallari Murat, "Saverio Belgrano di Famolasco, ingegnere sabaudo quale architetto in Sardegna", in Atti e Rassegna tecnica della Società Ingegneri e Architetti in Torino, XIV, n. 12, dicembre 1960;
C. Maltese, Arte in Sardegna dal V al XVIII, Roma, De Luca, 1962;
A. Cavallari, Murat, "L'Architettura del Settecento in Sardegna", in Atti del XIII congresso di Storia dell'Architettura, Roma, 1963;
V. Mossa, Dal Gotico al Barocco in Sardegna, Sassari, Carlo Delfino, 1982;
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al Classicismo purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 20.