Cagliari, Ospedale Civile

Cagliari, Ospedale Civile

Come arrivare
Da piazza Matteotti si entra nel largo Carlo Felice e lo si percorre per intero fino a piazza Yenne. Da qui si continua a salire lungo la via Santa Margherita che termina davanti all'ospedale.

Il contesto ambientale
L'Ospedale Civile di Cagliari è una delle più interessanti architetture dell'Ottocento italiano.

Descrizione
La realizzazione del progetto fu affidata all'insigne architetto cagliaritano Gaetano Cima (1805-1878).
Nel 1841 le autorità cittadine stabilirono, in ottemperanza alla normativa allora vigente, dove sarebbe dovuta sorgere la nuova costruzione. La scelta ricadde su un'area nella zona di Palabanda, lontano dal centro cittadino, tra l'Orto botanico e la via del Monte (attuale via Ospedale).
Il progetto, elaborato nel 1842, prevedeva un edificio architettonicamente valido, razionalmente concepito e rispondente al carattere di funzionalità che la destinazione comportava. La prima pietra fu posta nel 1844, e appena quattro anni dopo, nel 1848, i primi bracci potevano già essere utilizzati. Per rispondere alle esigenze di isolamento e contemporaneamente di facile raggiungibilità, l'edificio fu costruito in un luogo elevato, nel punto d'incontro tra il quartiere di Stampace e il versante O di Castello, peraltro non distante dalla piazza Yenne, centro nevralgico delle attività cittadine.
Il prospetto, di impronta neoclassica, si sviluppa lungo un asse rettilineo e si presenta ritmato da tre avancorpi, uno centrale e due laterali alle estremità dei bracci. L'avancorpo centrale è percorso da un unico ordine gigante di sei colonne doriche senza scanalatura alte 10 m e sovrastate da un attico. Il resto della facciata si organizza in due ordini separati da una cornice continua; su entrambi si apre una teoria di finestre quadrangolari. La successione delle finestre e la cornice marcapiano conferiscono all'intero prospetto un andamento orizzontale e statico, appena mosso dai corpi avanzati.
L'impianto è a raggiera, con corpi di fabbrica che partono da un nucleo centrale di forma semicircolare, in modo da ottenere una disposizione indipendente dei reparti, al tempo stesso intercomunicanti. Risultavano così assolti quei caratteri di funzionalità fondamentali per una struttura ospedaliera modernamente intesa. I raccordi dei corpi di fabbrica formano quattro cortili a pianta esagonale allungata; un ulteriore cortile è ricavato all'interno del corpo semicircolare da cui si dipartono i cinque corpi radiali. Il perno di sviluppo dell'intero schema a raggiera è costituito dalla rotonda cupolata, alla quale si accede attraverso l'atrio dell'ingresso principale.
In fase di progettazione prima, e di realizzazione poi, non è stato trascurato l'elemento ornamentale, all'esterno, nei disegni dei cancelli e delle finestre, come all'interno, nei motivi decorativi delle ringhiere in ghisa delle due scale principali.
È da segnalare infine che questa costruzione, che può essere considerata il capolavoro di Gaetano Cima, si collocava - come più volte hanno rilevato gli storici dell'arte e dell'architettura - in perfetta attualità rispetto alle più avanzate architetture del suo tempo, in America e in Europa.

Galleria fotografica


Storia degli studi
L'ospedale è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Salvatore Naitza sull'architettura tardoseicentesca e purista (1992).

Bibliografia
S. Lissia, "Gaetano Cima", in Studi Sardi, IX, 1950, pp. 376-392;
B. Virdis, "L'architettura neoclassica nella Sardegna meridionale", in Atti del XIII congresso di storia dell'architettura. Sardegna, I, Roma, 1966, pp. 331-334;
R. Serra, "L'Ospedale Civile", in Almanacco di Cagliari, 1977, senza pagine;
R. Serra, "La matita purista. A cento anni dalla morte di Gaetano Cima", in Almanacco di Cagliari, 1979, senza pagine;
A. Del Panta, Un architetto e la sua città. L'opera di Gaetano Cima (1805-1878) nella carte dell'Archivio Comunale di Cagliari, Cagliari, Edizioni della Torre, 1983;
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al Classicismo purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 85;
M. Pintus, "Architetture", in Cagliari Quartieri storici. Stampace, Cinisello Balsamo, 1995, pp. 83-160.

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