L'atrio del collegio

Cagliari, Collegio dei Gesuiti

Come arrivare
Il complesso si raggiunge attraversando la porta dell'Elefante e proseguendo a s. lungo il bastione Santa Croce, fino alla piazzetta a d. sulla quale si affaccia l'omonima chiesa. Adiacente, nella via Corte d'Appello, si trova il Collegio, sede attualmente dell'Istituto di Architettura dell'Università di Cagliari.

Il contesto ambientale
Il complesso è nel quartiere storico di Castello.

Descrizione
Costruito a più riprese, il complesso è composto da due corpi uniti tramite un portico che cavalca via Corte d'Appello. Il primo, databile intorno al 1661, privo di una vera e propria facciata, è compreso tra le chiese di Santa Croce e del Sacro Monte di Pietà. Il secondo corpo, ampliato dall'architetto piemontese Antonio Felice De Vincenti tra il 1725 e il 1773, fu unito al primo mediante la costruzione di un portico terminato nel 1725, anche se nel suo interno i lavori procedettero ancora per decenni.
Passato al demanio dello Stato nel 1773 dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, il complesso fu utilizzato con funzioni diverse, mentre nel 1809 la chiesa veniva ceduta all'Ordine Mauriziano. Intorno al 1775, al piano terra del nucleo più antico venne stabilita la Stamperia Reale che rimase attiva fino al 1848. L'intervento dell'ingegnere militare De la Marche modificò il porticato che fu chiuso all'interno nel lato parallelo alla strada. Il canonico Giovanni Spano ricorda che vi fu installata anche una fonderia per caratteri a stampa; in seguito gli stessi locali ospitarono la Cassa di Risparmio e il Monte di Pietà, in seguito l'Istituto di psichiatria, il Centro Universitario Musicale e il Centro Universitario Sportivo. La parte più recente del complesso ospitò il Regio Archivio, fra il 1776 e il 1849. Inoltre, dopo aver ospitato il Supremo Magistrato alla Reale Udienza, divenne sede della Corte d'Appello che vi rimase fino al 1940, anno in cui fu trasferita nel nuovo Palazzo di Giustizia. Nel 1941, l'Università di Cagliari acquistò i locali che dapprima ospitarono la Facoltà di Lettere e Magistero e in seguito l'Istituto di Disegno della Facoltà di Ingegneria.
Il portico è diviso in undici campate voltate a crociera e separate da sottarchi che poggiano su capitelli pensili. Attraverso una porta di semplice fattura, sovrastata da una finestra, si accede al luminoso cortile adibito a giardino. Sui lati minori sono presenti due porticati con arcate a tutto sesto sorrette da pilastri dorici; le campate, rettangolari, sono voltate a crociera. L'ambiente più importante è l'antico refettorio del Collegio, vasta sala rettangolare con copertura a botte.
Il corpo più recente è provvisto di un grandioso atrio a due livelli che si apre su un cortile confinante con la via Stretta. L'ampio spazio è definito architettonicamente da dieci crociere disposte in doppia fila poggianti su colonne scanalate e fasciate, somiglianti a quelle di Palazzo Carignano di Torino. L'atrio ha un bel portale e delle finestre sulla via Corte d'Appello, murate in tempi successivi. Nel primo piano sono presenti lunghi ambulacri voltati a botte. Particolare interesse riveste un'ampia sala con pitture novecentesche di allegorie delle arti. Il secondo piano, fortemente rimaneggiato, riprende sommariamente lo schema del primo.

Galleria fotografica


Storia degli studi
Il Collegio è oggetto di sintetica scheda nel volume di Salvatore Naitza sull'architettura tardoseicentesca e purista (1992).

Bibliografia
G. Spano, Guida della città e dintorni di Cagliari, Cagliari, Timon, 1861;
M. Cabras, "Le opere del De Vincenti e dei primi ingeneri militari piemontesi in Sardegna nel periodo 1720-1745", in Atti del XIII congresso di Storia dell'architettura. Sardegna, Roma, 1966;
Arte e cultura del '600 e del '700 in Sardegna. Atti del convegno nazionale, a cura di T.K. Kirova, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1984;
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al classicismo purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 16;
T. Kirova-D. Fiorino, Le architetture religiose del barocco in Sardegna, Cagliari, Aipsa, 2002.