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Bonorva, Affreschi di Sant'Andrea Priu

Come arrivare
Dall'abitato di Bonorva, prendere la strada per Bono e percorrerla per circa 6 km, quindi svoltare a destra in una strada asfaltata che conduce alla chiesa campestre di Santa Lucia. Superarla e proseguire per altri 500 metri circa fino a raggiungere, sulla sinistra della strada, l'area recintata della necropoli.

Il contesto ambientale
L'ipogeo si trova in un'estesa vallata denominata "piana di Santa Lucia". È compreso nella necropoli preistorica scavata in un costone di roccia vulcanica. Le domus de janas testimoniano la presenza dell'uomo nell'area di Sant'Andrea Priu già dall'epoca neolitica, quando il sito aveva funzione funeraria. I numerosi nuraghi sparsi nel territorio attestano la continuità di vita nell'età del Bronzo. Per i periodi successivi sono state individuate importanti testimonianze di fase punica, romana e medievale.

Descrizione
Nella necropoli, costituita da una ventina di tombe ipogee, solo una domus de janas - la tomba VI, nota anche come Tomba del Capo - è stata riutilizzata per il culto cristiano, in due momenti cronologicamente distinti, sino ad arrivare a noi come chiesa dedicata a Sant'Andrea.
La tomba è costituita da diciotto ambienti, di cui i tre maggiori si allineano lungo l'asse longitudinale. La cella intermedia conserva lacerti di affreschi cristiani nella parete in cui si apre il passaggio alla camera più interna: in alto, entro un riquadro delimitato da una fascia rossa, sono dipinti festoni e uccelletti, mentre a sinistra una figura femminile guarda lo spettatore e contemporaneamente si rivolge alla croce raffigurata sopra il varco di passaggio alla camera interna. Nelle pareti di quest'ultima sono raffigurate, da sinistra, alcune scene dell'infanzia di Gesù accompagnate dalle immagini della mano divina benedicente, dei pavoni e dell'annuncio ai pastori. Al centro, in asse con l'ingresso, si trova la figura di Cristo benedicente. Le figure di cinque santi, identificati come apostoli dai nomi, occupano le pareti di destra, seguite da San Giovanni Battista, dalla Madonna e da altri cinque apostoli o santi.
Sotto l'affresco del Cristo benedicente è stato individuato un altro strato pittorico con gli stessi caratteri tecnico-formali delle pitture della camera intermedia, pertinenti ad un primo utilizzo cristiano dell'ipogeo preistorico. Dopo questo momento, per il quale non è possibile chiarire se si trattasse di un uso funerario o cultuale, arrivò la trasformazione in chiesa, documentabile grazie all'iconografia degli affreschi della camera più interna. Il vano più vicino all'ingresso ebbe la funzione di nartece, destinato ad accogliere coloro che ancora non avevano ricevuto il battesimo, quello centrale fu riusato come aula per i fedeli che, invece, avevano già ricevuto il sacramento del battesimo, ed il vano successivo come presbiterio, spazio riservato ai sacerdoti.
Gli affreschi della camera intermedia sono datati dagli studiosi fra il IV ed il VI secolo. Nella camera più interna, invece, gli affreschi sono databili, pur con qualche dubbio, alla seconda metà dell'VIII secolo. Ad età bizantina sono state ricondotte le due sepolture ricavate nel pavimento del nartece.

Storia degli scavi
Benché l'area archeologica fosse nota agli storici già dal Cinquecento, solo nel 1916 fu organizzata una vera e propria campagna di scavo, condotta da Antonio Taramelli, che realizzò degli accurati rilievi. Il restauro del monumento fu effettuato alla fine degli anni Novanta del secolo scorso.

Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Bibliografia
G. Spano, "Catacombe di Sant'Andrea Abriu presso Bonorva", in Bulletino Archeologico Sardo, II, pp. 170-179;
A. Taramelli, Fortezze, recinti, fonti sacre e necropoli preromane nell'agro di Bonorva, collana "Monumenti antichi dei Lincei", Roma, 1919, coll. 765-904;
R. Caprara, La necropoli di Sant'Andrea Priu, collana "Sardegna Archeologica. Guide ed itinerari", Sassari Carlo Delfino, 1986, pp. 3-73;
A. Saiu Deidda, "Il corredo iconografico nell'architettura rupestre della Sardegna. Le pitture di Sant'Andrea Priu", in Atti del seminario di studio: il popolamento rupestre dell'area mediterranea. La tipologia delle fonti, gli insediamenti rupestri della Sardegna", Lecce, 1988, pp. 279-291;
A.M. Nieddu, "La pittura paleocristiana in Sardegna: nuove acquisizioni", in Rivista di Archeologia Cristiana, LXXII, 1996, pp. 245-283;
La necropoli di Sant'Andrea Priu, a cura di A. Boninu-M. Solinas, Macomer, 2000;
R. Coroneo, "Gli affreschi di Sant'Andrea Priu a Bonorva. Nota preliminare", in Archivio Storico Sardo, XLIII, 2003, pp. 9-38;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004, pp. 61-68;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, pp. 55-56.

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