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Sardara, chiesa di San Gregorio

Sardara, chiesa di San Gregorio Sardara, chiesa di San Gregorio
Come arrivare
Si lascia la SS 131 svoltando per la SP 62 e dopo un km si arriva al paese di Sardara.

Il contesto ambientale
La chiesa di San Gregorio è nel centro storico, corrispondente alla parte alta dell'abitato di Sardara. Nel sito sorgeva un santuario nuragico con tempio a pozzo presso la chiesa di Sant'Anastasia. Nel territorio restano tracce di insediamenti punici e romani. In località Santa Maria is Acquas era ubicata una stazione romana lungo la principale via di collegamento fra Nord e Sud dell'isola. La presenza di acque sorgive vi determinò l'impianto di terme, attive ancora oggi. In epoca giudicale il territorio era guardato dal castello di Monreale, di confine fra il regno di Cagliari e quello di Arborea.

Descrizione
La chiesa di San Gregorio, caratterizzata da raffinati dettagli architettonici, è uno dei monumenti gotici più integri e significativi in Sardegna.
Nonostante manchino testimonianze documentarie, la fabbrica è ascrivibile al primo quarto del XIV. I paramenti murari sono in pietre calcaree e vulcaniche. La pianta è mononava con copertura in legno e abside a S/E. Quest'ultima, pur avendo profilo semicircolare all'interno, risulta esternamente squadrata. Si tratta di una soluzione di compromesso tra la radicata tradizione romanica e l'intento di aderire alle nuove forme gotiche italiane.
La facciata a capanna è divisa in tre specchi da lesene a fascio e da due robuste paraste d'angolo. Nello specchio centrale si apre il portale architravato, sormontato da un arco di scarico ogivale e provvisto di stipiti modanati. In asse con il portale si apre un rosone gotico sormontato da una serie di archetti su peducci. Il campanile a vela con due strette luci conclude il prospetto.
Nel fianco settentrionale si apre un portale con centina ad arco acuto. Nell'abside vi è una bifora archiacuta, molto risarcita nei restauri.

Galleria fotografica
  • Oculo con rosone
  • Finestra absidale


Vedi la pianta e le sezioni del monumento

Storia degli studi
La chiesa è citata da Vittorio Angius (1849) e da Giovanni Spano (1868). Le prime ricerche storico artistiche sono di Dionigi Scano (1907) e Raffaello Delogu (1953). Il più recente contributo viene da Roberto Coroneo (1993).

Bibliografia
V. Angius, voce "Sardara", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il re di Sardegna, XX, Torino, G. Maspero, 1849, p. 901;
G. Spano in A. Della Marmora, Itinerario dell'isola di Sardegna, Cagliari, Alagna, 1868, p. 264, nota 2;
D. Scano, Storia dell'arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, pp. 418-419;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 234-234;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 164;
Roberto Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 82.
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