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Monteleone Roccadoria, Chiesa di Santo Stefano

Come arrivare
Si percorre la SS 292 da Pozzomaggiore a Villanova Monteleone, per pochi chilometri fino a raggiungere l'abitato di Monteleone Rocca Doria, nel cui abitato si trova la chiesa.

Contesto ambientale
Monteleone Rocca Doria, uno dei paesi più piccoli della Sardegna, si inerpica sul costone sud di un rilievo di tufo calcareo detto Su Monte, recinto per la quasi totalità dalle acque del lago artificiale dell'alto Temo. Il nome del paese deriva da una fortificazione fatta costruire dalla potente famiglia dei Doria, il "castrum Monte Leonis", di cui si hanno notizie nel XIV secolo. Ubicata nell'abitato, la chiesa di Santo Stefano è la parrocchiale del paese.

Descrizione
Non si ha alcuna attestazione documentaria della fabbrica medievale, che può essere collocata entro la metà del XIII secolo per le caratteristiche architettoniche. La chiesa romanica, in conci di pietra calcarea, era ad aula unica, con una sola abside ad E. In una seconda fase è stata ampliata con l'aggiunta di una seconda navata, più stretta, e di un'abside più piccola. Le due navate erano coperte a capriate lignee, di cui sono rimaste solo alcune mensole incassate nella parete N; oggi le volte sono in muratura.
Le due facciate sembrano frutto di una rielaborazione delle forme di partenza: in una sembra riutilizzato l'archetto di tipo romanico, mentre nell'altra si aprono grandi monofore a tutto sesto. Anche le absidi si presentano differenti nella misura in cui quella N si imposta su un basamento piuttosto alto e lo specchio è scandito da lesene che racchiudono monofore strombate; al di sotto del catino si individua una teoria di archetti ogivali decorati che impostano su peducci. L'abside S presenta invece una sola monofora strombata sormontata da una serie di archetti a sesto acuto trilobati impostati su mensole a forma di piramide rovesciata.

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Storia degli studi
La storia degli studi sulla chiesa di Santo Stefano annovera la voce "Monteleone" di Vittorio Angius, nel "Dizionario" del Casalis (1843) per poi fare un salto di quasi un secolo con la monografia di Domenico Arru (1980). È del 1989 l'inserimento del monumento in un repertorio di architetture rurali, a cura di Salvatore Pirisinu, mentre del 1993 è la scheda di Roberto Coroneo nel volume sull'architettura romanica in Sardegna.

Bibliografia
V. Angius, "Monteleone", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XI, Torino, G. Maspero, 1843, pp. 192-193, 237;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 120-121;
D. Arru, Monteleone Roccadoria, Sassari, Dessì, 1980, p. 63;
F: Fois, Castelli della Sardegna medioevale, a cura di B. Fois, Cinisello Balsamo, Silvana, 1992, pp. 279-281;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 137;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 49.