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Tresnuraghes, Torre Foghe

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Come arrivare
Tresnuraghes è raggiungibile da Macomer tramite la SS 129 bis o da Oristano tramite la SS 292. Arrivati all'abitato si percorre la strada che costeggia il rio Mannu verso il mare, per 11 km; al temine, si giunge al promontorio di Punta Foghe, sul quale sorge la torre.

Il contesto ambientale
Il toponimo della zona, e di conseguenza della torre, prende nome dalla foce del Rio Mannu. L'area è stata definita quindi Rio Foghe, Rio Foghedoglia, Fogudolla, Fogo D'Oglia, Fogudoglia, Foguedolla, ecc.
Situata a 70 m sul livello del mare, la torre Foghe aveva un campo visivo di 30 km ed era in contatto ottico con le torri di Capo D'Ischia e di Capo Nieddu. Il fortilizio dominava l'accesso al fiume Mannu, possibile rifornimento d'acqua per i pirati barbareschi.

Descrizione
La torre è costituita da due corpi cilindrici di diametro quasi identico; l'attacco della seconda struttura si colloca a un terzo dell'altezza. Il diametro alla base della torre è di 8,6 m e l'altezza di 9,6 m. All'interno vi è una camera circolare voltata a cupola, priva di feritoie, con un caminetto interno; l'unica apertura è il boccaporto, situato ad un'altezza di 4 m dal suolo. Sulla s. dell'ingresso, una scala, ricavata nello spessore murario, permette l'accesso alla terrazza esterna o piazza d'armi. Il materiale con il quale è stata realizzata la torre, proviene dalla zona; per la struttura sono state utilizzate delle rocce basaltiche, mentre l'arco e gli stipiti del boccaporto sono in vulcanite rossa.
La torre fu costruita probabilmente in un periodo compreso fra 1580 e il 1590, in quanto compare nella relazione di Giovanni Francesco Fara sulle torri esistenti prima del 1591. Precedentemente, secondo la relazione del capitano di Iglesias, Marco Antonio Camos, che aveva compiuto un censimento delle coste della Sardegna e dei siti più frequentati dai corsari, esisteva alla foce del fiume un posto di guardia costituito da due uomini pagati dai corallari di Bosa.
Nel 1604 sono documentati i primi lavori di riparazione. Altre opere di restauro sono attestate nel 1720, quali l'intonacatura delle pareti e della terrazza e la risistemazione delle garitte e della mezzaluna.
Da una relazione del 1729, la torre è definita "de armas", di difesa pesante; invece, secondo la relazione del Ripol del 1767, il fortilizio funzionerebbe come torre di segnalazione essendo, sempre secondo il relatore piemontese, la guarnigione presente nel fortilizio composta soltanto dall'alcaide (il capitano della torre), da due soldati e da un arsenale, costituito da un solo cannone e una spingarda.
Nello stesso anno, fu progettato un nuovo restauro della torre di Foghe e di quella di Argentinas, dal colonnello delle torri De Brondel; nel 1784 furono eseguite altre riparazioni e nel 1833 fu ristrutturata nuovamente, insieme alle torri di Ischia Ruja e di Columbargia.
Nel 1842, fu soppressa la Reale Amministrazione delle Torri e l'anno successivo fu dismessa. Attualmente il parapetto della piazza d'armi è crollato e, nella parte sinistra dell'ingresso, la muratura presenta una vistosa lesione con cedimento del pietrame.

Galleria fotografica
  • Tresnuraghes, Torre di Foghe, prospetto meridionale
  • Tresnuraghes, Torre di Foghe, veduta meridionale del promontorio di Punta Foghe
  • Tresnuraghes, Torre di Foghe, veduta meridionale del promontorio di Punta Foghe


Storia degli studi
La torre è compresa nelle principali opere sulle fortificazioni costiere in Sardegna.

Bibliografia
E. Pillosu, Le torri litoranee in Sardegna, Cagliari, Tipografia La Cartotecnica, 1957;
F. Fois, Torri spagnole e forti piemontesi in Sardegna, Cagliari, La Voce Sarda, 1981;
G. Montaldo, Le torri costiere in Sardegna, Sassari, Carlo Delfino, Sassari 1992;
F. Russo, La difesa costiera del Regno di Sardegna dal XVI al XIX secolo, Roma, Stato maggiore dell'Esercito, Ufficio storico, 1992;
G. Montaldo, "Forti e Torri Costiere", in Le Architetture fortificate della Sardegna centro-meridionale. Atti della Giornata di Studio, Cagliari 16 ottobre 1999;
M. Rassu, Guida alle torri e forti costieri, Cagliari, Artigianarte, Cagliari 2000.
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